venerdì 30 giugno 2017

Vertere

L’esercizio della traduzione ci impone il rigore, la disciplina delle certe derivazioni lessicali: memorizzare i tempi e il sistema dei casi rende anche i pensieri più intricati delle sequenze scomponibili ed esatte.
I gesti quotidiani ci scoprono invece più fragili, ci illudono di aver inventato noi minuziosi riti d'appartenenza come piegare i vestiti con cura, guardare fuori mentre si fredda il tè, chiudere le persiane prima di concedersi alla notte. Ma la precarietà è permanente e l'equilibrio delle abitudini si scompone non appena il vento delle cose sembra alzarsi, portare scompiglio tra le tende.
Sfogliamo i nostri dizionari, scorriamo con scrupolo ogni voce per evitare un errore e annotiamo a margine insignificanti accorgimenti:
avere riguardo per i temporali, per l'eccezione alla regola da sempre studiata, per le infinite declinazioni del cuore.