domenica 9 ottobre 2016

Sidera

Formule e funzioni matematiche non dicono ancora per noi quale sia la giusta direzione dell’esperienza, a quale latitudine sia possibile collocare il passato, su quale pianeta il futuro.
Le pareti di una stanza o i muri di una città imparano col tempo a conservare ogni nostro gesto quotidiano, a registrare ogni minima variazione alla nostra abitudine: un percorso alternativo che allunghi piuttosto che accorciare, un posto diverso in cui studiare, leggere un romanzo e non poesia.
Ma nulla sono le eccezioni alla consuetudine in confronto ai cambiamenti silenziosi che covano per giorni con i passi, dentro il cuore: pezzi di dolore, di sfiducia e di pensato innamoramento si perdono via via con la stessa indolenza, lo stesso sforzo involontario di girare il caffè, passare una mano tra i capelli, chiudersi la porta alle spalle.
L’amore che viene in autunno ha il conforto del cielo, delle geometrie stellari: qualcosa che muta e insieme resiste nel blu, nelle stagioni più fredde.