martedì 28 giugno 2016

Tomi

I numeri non bastano, nella linea del tempo, a trattenere i ricordi. Come spilli lasciamo che sequenze di cifre in giorno mese anno fermino in noi il passato, ci rassicurino il futuro.
E se non esiste ciò che azione non è, dov’è il suono, l’esilio, l’amore che per anni abbiamo deciso di non dare, non darci?
Essere qui ed ora, poi, non cancella né può soprastare quello che siamo stati in un altrove: per rette perpendicolari ci muoviamo in un sistema cartesiano che fa di me e te due punti rintracciabili e infinitamente prossimali.
Ancora i risvegli a ricordarci del ritorno di quello che manca, del buio di cuori che invano abbiamo cercato di dimenticare: cadono i fiori con il sole dell’estate e si fa sera e mattina, alba e notte insieme se ci sei,
ci siamo?



L’esilio comunque è in questo non essere
intero mai, non esistente del tutto
nell’istante, e sempre distante
dal vero.

da Lettera  da Tinizong, Fabio Pusterla.

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