lunedì 18 aprile 2016

Necessitudo

“Non perdere neanche un ricordo”. Anche il crudele avvertimento dei social al mattino mi parla di te.
Se potremo un giorno guardarci indietro senza alcun coinvolgimento, percepiremo ancora soltanto il confine, l’attimo che ci ha resi satelliti di un’assenza buia e senza necessità.
Nella grammatica della felicità, mi ha detto, bisognerebbe negare il condizionale passato: avremmo forse superato queste alluvioni, questi miei crolli del cuore?
Il cortile alla finestra mostra ogni sera le luci di una vita che sfugge alla normale legge del tempo: i gatti sembrano lì da sempre, guardano immobili le ombre, gli alberi, noi due che ci siamo cercati in un altrove.
Il passato, da pochi minuti, è solo remoto.

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