martedì 15 marzo 2016

Promemoria

La verifica del consumo di gas, prima di lasciare la casa, mi è sembrato l’ultimo adempimento per lasciarsi senza che nulla fosse non detto o stimato per eccesso nei resoconti della nostra storia.
Con quanta fretta dimentichiamo i colori del cielo dei momenti in cui siamo stati felici: a quel tempo cercavo i tramonti, i sobborghi e l’infelicità; ora, i mattini, il centro e la serenità.
Si fa algoritmo del dolore la disposizione dei mobili, la tavola apparecchiata (non più per cinque), le chiavi all’ingresso, la libreria.
Disattenzioni quotidiane ci informano poi della fragilità dell’amore: il mio operatore telefonico, per esempio, mi segnala con puntualità tutte le ricorrenze in rosso che non festeggeremo, da quando non ci sei.


Citazione corsiva di J. L. Borges, in Fervore di Buenos Aires, Prologo.

martedì 8 marzo 2016

Epica

Poco, niente, concede a noi il tempo, nelle vite degli altri.
Se la parola è un evento nell’irripetibilità della memoria e se solo le azioni e le virtù fanno di noi qualcosa di simile al ricordo, allora basti scrivere in poesia le viltà del nostro amore, le gesta eroiche del gatto, in soggiorno, tra le orchidee ancora al sole, il pudore delle comete, la notte in cui ci siamo allontanati.
Le ore in un museo, soltanto, non sembrano avere destino avverso e toccare la fine della luce, del tempo con te.


Perché perdere è così semplice
solo l’aver perso
così arduo
Hilde Domin