martedì 16 febbraio 2016

Gravitazionale

Basta così poco per superare le stelle, la loro fissità.
Siamo pianeti con anni luce alle spalle, nel buio, che raccolgono carezze non date, polvere interstellare, qualche cometa.
Ma gli universi sono tanti, mi imbecchi, e fin troppo il buio per poterti telefonare, parlare ad occhi aperti, usare dello zucchero nel caffè.
Un giorno mi lascerai e farai un figlio con un’altra. Sempre, sempre ti ripetevo:
poco, forse niente, si cura con il vuoto, dopo il Big Bang.


Citazione corsiva da Prima di sparire, Mauro Covacich, Einaudi 2008.

giovedì 4 febbraio 2016

Lettera IV

Caro Giovanni,
ancora altri due inverni e terminerà questa storia.
Ho provato a nascondere i suoi fogli sotto il letto, tra un libro e un altro sugli scaffali. Ho depistato per un po’ la polvere, il gatto.
Tento come posso di fare ordine tra i convincimenti, con l’idea che si possa, per esempio, tornare ad amare qualcuno senza paura alcuna.
La tua felicità, la tua resistenza alla mia inesistenza battono il cuore quando è triste e torna a bussare il pensiero di un errore, un grande errore di pronuncia, il tuo affetto.
Ti ammira mezza zolletta di zucchero, e una goccia di miele cade come oro sulle tue dita: chissà lui cos’ha in mente chissà in me cosa vede.
Chissà cosa ama se pure ama.




Citazione corsiva: La Bovary c’est moi I, Giovanni Giudici, da Autobiologia, in I versi della vita, Mondadori 2000.