venerdì 25 settembre 2015

Hemos perdido aùn este crepùscolo

Sono inganni i pasticcini che abbiamo ordinato con il tè: l’eleganza affonda nello zucchero di una storia giunta adesso al termine – avevo, lo so, promesso di non essere quello che sono, di impegnarmi nel sorridere e di cantare con te.
Troppo spesso, con troppa leggerezza si parla di felicità, non credi?
La pasta di mandorle ci ricorda ancora Márquez, il nostro incontro, e i canditi un’illusione, abusata, di gioia duratura.
Una rosa secca sul mio cuscino, di quando abbiamo ballato Ellington fino al mattino, indica l’ora e l’attimo precisi in cui iniziare a respirare, lasciare la presa e scrivere di te.

venerdì 11 settembre 2015

Trasloco

Ritornano i fiumi, tra noi, a ricordarci dell’ellisse che abbiamo tracciato qualche notte fa con i nostri passi, le nostre diversità: ci innamoreremo mai, ti chiedo, dell’autunno là fuori?
I fiori lasciati appassire alla finestra contano i giorni della nostra resistenza – vivere si può, si deve, senza il fascino delle stelle, della loro vita così lontana da noi? – e l’incostanza rivela tra le ciglia il sole sulle soglie in una stanza ormai vuota.
Ancora la posta a cui rispondere, il caffè amaro, la luce tra le persiane: è una mattina di una domenica qualunque, polvere sui ricordi di una vita, il pensiero di te.



Citazione tratta da Corrado Govoni, Le cose che fanno la domenica.