martedì 4 agosto 2015

Lettera IX

Caro P.,
riuscirai mai ad essere leale con me?
Le stagioni tengono in vita il rischio di una nostra possibile conversazione: le lettere soltanto possono ancora parlare di te, dell’avventatezza con cui ho scommesso sulla tua bellezza, sulla nostra complicità. Ma a restare è l’odore di sale sulla pelle, i libri di Fortini e della Carson (l’analisi si fa più sottile e insidiosa nelle pieghe di una nostra imperfetta possibilità narrativa) e il rimprovero per le mie ingenuità.
L’ultimo frammento di Carver risuona alto al tuo passaggio: quasi niente resta uguale a se stesso dopo l’amore, dopo la sua fine.

D.

E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto? 



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