lunedì 9 febbraio 2015

Lettera III

Caro P.,
ti senti sempre aggressivo nei miei confronti?
Non sono Circe, non sono Medea. Ma quanto lo vorrei. Da due giorni ho l’impressione di star meglio: bisogna rischiare paludi e pantani e avere fiducia che esistano anche terre su cui può crescere l’amore. 
Vivo in un modo strano, qui si dice «vivere di piatto» e sarebbe a dire evitando gli urti, o meglio, lasciandosi urtare senza conseguenze. Ma non durerà a lungo o durerà per sempre.
Esiste un gioco che sia davvero solitario? O uno che non lo sia mai? Sto leggendo Perec ed è tutto un lento rassegnarsi alla moltitudine, alla grandezza, alla perfezione. 
La aspetto anch’io, la felicità.

D.




Citazione corsiva: lettera di Bianca Garufi a Cesare Pavese del 30 Agosto 1945.

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