sabato 29 novembre 2014

Zabaione di Stendhal

Abitare lungo il fiume, dicevi, sarebbe stato pericoloso.
Non ci avrebbe dato tregua, del resto, il rumore dei battelli, degli uccelli o la tentazione di affacciarci alla finestra per scorgere i diversi colori della luce sull’acqua, sotto i ponti.
Ti perseguitava la voce intatta delle lettere: quale ricordo valga la pena di raccontare di te, il tempo che scorre, la pioggia che batte.
Avevi fretta di andare. Il fiume trascina, straripa, inonda i nostri libri e cancella le navi pronte per ogni tempesta: scavare pozzi, fondare città,
sentirsi a casa nella tua assenza.