mercoledì 23 luglio 2014

Pi greco


Abbiamo visto entrambi le onde andare e venire per ore (reggevamo allora il silenzio senza avvertire il vuoto, la paura di una mancanza di senso tra noi).
E cercavi di spiegare in quel modo buffo il perché della luna così rossa, così lontana ed io ti credevo, in silenzio.
Ed ora invece sento tutti i rumori dell’universo: uno sciame di meteore in arrivo stanotte, la luna assai vicina, la radiazione cosmica di fondo tra i canali della radio, l’acqua che si fa ghiaccio in freezer, il biglietto strappato per venire da te.
Guarda il cielo pieno di grigio sul mare: le nuvole, solo loro, hanno ancora la forza di piangerci intorno.
Le lacrime si asciugano al sole.
Ne sono certa.



Queste tue mani a difesa di te:
mi fanno sera sul viso.

giovedì 17 luglio 2014

Tappeti

La giustificazione, chiedevi, di una pagina: (giochi su giochi, giorni di pioggia) come fossero anni di noi mancati all’appello di una rigorosa punteggiatura.
Troppi bambini intorno per essere sinceri, quel giorno al caffè: avremmo contato più tardi le sillabe della disattenzione e la crudele mancanza di cura, di cure.
(E l’atto della ricostruzione altro non è se non la fermezza di un volere più alto di sé o si estingue nell’orgoglio l’amore che c’era ed oggi è più forte?).
Un mucchio di lettere a promemoria delle soste del pensiero: erano quasi grigi i tuoi occhi quel giorno,
come la luna, al mattino, nelle storie persiane.


Io non c’ero… adesso però sto con te
- dalla tua parte -

a passeggio insieme sul ciglio delle lettere