lunedì 26 maggio 2014

Fuoco grande

Lungo le linee del sangue il tuo istinto alla sottile comprensione del mondo: avevano altri annunciato, appena, il calore delle tue braccia.
Lo schiaffo, l'urlo di Silvia: saremmo partiti mai, mi chiedo, anche noi?
Il conto delle sere si perde (sfugge al prestigio pronominale anche il gatto che miagola stanotte) e tu parleresti d'amore, di me, di questi crolli del cuore?



"Già domani potresti abbandonarti
a un'altra onda di traffico, tentare
un diverso versante,
mutare gente e rione
e me su uno
di questi crolli del cuore, di queste repentine
radure di città lasciare
con l'amaro di una perdita
con quei passi di loro tardi uditi."

giovedì 1 maggio 2014

Nihil admirari

Dovrei tornare indietro di qualche dolore. Saperne di meno circa la prevedibilità delle tue strategie, delle tue inadempienze. (Non avrei dovuto permettere l'arrivo di questa primavera che zucchera il caffè con la grana del disincanto e tu non mi scrivi più quale sia tua o solo mia, ostinata sconfitta).
S'è persa, come cometa, la scia delle Muse: guardare il cielo vale ancora il gesto se non so i nomi delle stelle, dei fiori?
Sulla scena Eschilo ti parla senza maschera ed io ti perdo, ti ho perso, tra le lunghe lettere di maggio.