lunedì 24 dicembre 2012

Natale.

L’odore malsano dei treni intercity notte. I sogni scomposti dei passeggeri su sedili stanchi sotto il peso dei bagagli (ma che i rapporti umani siano qualcosa di assolutamente imprevedibile è una dato verificato, verificabile – pensavo ).Avevo voglia di prolungare la tratta, di stare ancora nella notte e sentirmi in diritto di essere triste. Andare non è, non sempre, un modo di fuggire. Era per dirti qualcosa, perché pioveva perché le cose non sempre seguono una linea retta e la mia, la nostra, dimmi a che stazione è ?

venerdì 9 novembre 2012

Indriya


C'erano stati giorni caldi, che avevano trascinato settembre oltre il limite delle vendemmie.
(Il treno annunciò il suo ritardo sull'ultimo: avevo i miei libri, il tuo cd e la giacca invernale.)
Poi venne a salutarmi l'incontro della fontana di 'Neve', la sua magia, i tuoi occhi ed io non ho retto.
Non c'è obiezione alcuna - forse- ai nostri silenzi, né cioccolato alle tre, con il caffè indiano.

sabato 13 ottobre 2012

Mezze stagioni.

Capelli mai stati così lunghi prima d'ora.
Tre giorni prima di un esame la notizia di pubblicazione del volume che cambierà la sorte del vezzo subrusticum proprio dell'Arte allusiva e delle pareti verdi della tua stanza.
Al meccanicismo del principio causa effetto opponevi un non so che di sovrastrutturale - si trattava per me di accettare le metafisiche liceità del linguaggio.
Ho tinto i capelli, ho ascoltato Ray Charles ed ho mangiato la tua torta di pseudo compleanno.
Ed ora in compenso la realtà ha meno ombre
e più bustine di carta e di tè.

martedì 7 agosto 2012

Ortensie.


Ho visto crescere e morire la pianta in giardino.
Aveva le punte ormai gialle, arrese all'estate.
( La poesia degli oggetti vale davvero a scrivere i pensieri di un non verso, di un io non sillabato abbastanza? )
Il sole è stato determinante, la finestra a gradi minimi verso sud est non lascia scampo.
In fondo te l'avevo detto: " Non so prendermi cura di niente, io.".

lunedì 30 luglio 2012

Mind the gap.


Inconfutabile, ti imbecco, sarebbe stato il muto accordo della pelle nell'odore asciutto di un tramonto di luglio.
( Perchè le storie che si raccontano tra i libri tacciono il colore dei fiori sui bordi dei mancati accorgimenti del cuore e tu mi credi- mi credi? -  se dico ancora di sentirli i gelsomini nel vento.)
Non posi mai le mani sulle tue spalle, mai si sfiora il rischio di una imprecisione.
Il tavolo mancava di equlibrio ogni tanto, lui solo.
Ma l'alterità è manchevole di un passo, non ostante noi.

martedì 26 giugno 2012

La belle personne.



Mi basterebbe ti sarebbe bastato l'aver appreso della non durevolezza di ogni cosa, della sua fragilità ?- mi chiedo da giorni se tra le tue pagine esista il dolore di uno sbaglio, di una incontrollata perdita di sè, di qualcosa che ci tiene.
Che poi fa male scoprirsi sporchi di un finale ancora aperto, e ripetersi che sarebbe andata meglio con te serve solo a scavare in questo buio d'estate.
Non credo. Non credo più a niente.
Solo a Seneca.


«Il faut se prêter aux autres et se donner à soi même»

mercoledì 16 maggio 2012

Pro - nomi , Montale.

Usi ancora 'il ne faut pas' per ricucire gli orli delle frasi lasciate a metà, nei cassetti.
Il genio della lingua - direbbero - non ammette trasgressioni di tal genere (maschile, singolare) : che tra i denti suona ancora Montale sotto i portici di piazza - "cieli color magenta s'addensavano" mi hai letto.
(Non ressi al colpo di cercarti meno, d'amarti di più.)
E questo bastava.


Noi fummo interi, e il desiderio dell'antica metà, così come la sua ricerca ha per nome Eros. - Platone.


sabato 14 aprile 2012

Imperativi attivi.

Riscrivere l'elenco delle cose da dire;
Vigilare sull'arancio della bellezza;
Perdere, perdersi, in primavere di silenzi;
Annoiarsi, ogni tanto;
Non avere troppa fiducia nelle donne;
Partire;
Rinnovare vecchie promesse di stupidità;
Usare meno punti esclamativi;
Non credere al destino.

venerdì 24 febbraio 2012

Lamponi.



Kant, i tuoi occhi al mattino ancora chiusi e le guerre mai concluse in Medio Oriente.
Cosa resta delle promesse se hai deciso che non valgono più di un bacio scritto a capo in una buonanotte?
I rintocchi non mentono sulle calde giornate di inverno - Non è un proseguimento,né il modo in cui ce n'eravamo andati, l’ubriacatura, solo il tuo timoroso protenderti goffo e mezzo soffocato,le mie mani distese, le nostre dita, intrecciate - .
Non ho mai sognato di cadere con te, mi dico.
C'è la luna anche di giorno, mi rispondi, poco più in là, prima delle carezze.

domenica 22 gennaio 2012

Ora di Grammatica.


Quanto tempo mi dai?
Non ho provvisorie conclusioni da aggiungere alle tue noie. –  Ammettere l’esistenza del tempo equivale alla rassegnazione forse più dolce di una restaurata felicità.
Ho forzato i termini di subordinazione, il ritmo zoppo di un giambo perché raccontava di te. ( t’ho reso semplice agli occhi l’analisi del periodo di noi. Soggetto plurale. )
Ma ora è tardi – ti scriverò -  per declinare ricordi, priorità; per regalare liste di parole in segno d’amore. Correggere  in blu, in rosso gli errori del cuore.