martedì 1 novembre 2011

Vis Roboris

Ancora Chatwin, in treno, sulla strada per Amsterdam.
Piove a dirotto, senza lasciare alla vista lo spazio d'aria sufficiente a distinguere i colori.
Eppure nulla s'avvicina ad un temporale, nulla turba il cielo se non questo rassegnato cadere, precipitare silenzioso d'umori. Resta intatta la luce sui tetti, nelle finestre a giorno dove il tè non sembra mai mancare.
- Quando cammini forse non sai del pensiero che dietro segna in rosso le tue mancate soste sul finire delle mie labbra. -
' Siamo seno e coseno ' mi dice, con una linea delle dita a mezz'aria. ' Non so interpretare i sogni' ti rispondo, contando le nuvole lì, sulla piazza.  Proprio sotto casa tua.

2 commenti:

  1. Conto le nuvole e mi sento un frammento di cielo sfatto ma non è male stare a guardare

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  2. ciao,
    non sono abituato a ricevere commenti, difatti il mio blog è più che altro una vetrina in cui guardo trascorrere il tempo delle mie emozioni, il trascorrere d'interessi, amori e a volte semplici desideri.
    Ti vorrei ringraziare perché forse erroneamente ho considerato il tuo commento come un apprezzamento per la poesia e inoltre per avermi fatto conoscere questa poesia che mi appare come il modo in cui io vorrei scrivere.
    Frammentare i pensieri sull'istante. Su di un momento esatto che sembra spaccare in quattro la realtà rendendola conoscibile e chiara sotto lo spettro delle nostre emozioni.
    Ho letto poco del tuo blog, ma forse è qualcosa che appartiene anche a te.
    Grazie ancora,
    G.

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