mercoledì 16 novembre 2011

Catullo e Yann Tiersen


Volevo che tu al posto mio scrivessi di noi.
Considerazioni etimologiche ci portano lontano dai concetti, dalle estreme conseguenze del suono - allitteravo anche il silenzio mentre pensavo 'non scrivo più. non scrivo mai.' - .  Come cesure di versi sciolti apostrofati nell'ultimo : ' a te dorrà' - recitava - mentre il violino implorava perdono per averti ricordato troppo presto troppo tardi.
Quel che credi sia perso, pensalo ormai perduto.




"Miser Catulle, desinas ineptire,
et quod vides perisse perditum ducas.."

martedì 1 novembre 2011

Vis Roboris

Ancora Chatwin, in treno, sulla strada per Amsterdam.
Piove a dirotto, senza lasciare alla vista lo spazio d'aria sufficiente a distinguere i colori.
Eppure nulla s'avvicina ad un temporale, nulla turba il cielo se non questo rassegnato cadere, precipitare silenzioso d'umori. Resta intatta la luce sui tetti, nelle finestre a giorno dove il tè non sembra mai mancare.
- Quando cammini forse non sai del pensiero che dietro segna in rosso le tue mancate soste sul finire delle mie labbra. -
' Siamo seno e coseno ' mi dice, con una linea delle dita a mezz'aria. ' Non so interpretare i sogni' ti rispondo, contando le nuvole lì, sulla piazza.  Proprio sotto casa tua.