martedì 4 ottobre 2011

Limoni.


Si fa presto poi a raccontare di quanto torni azzurro il cielo in un pomeriggio di ottobre.
Cercavo tra gli scaffali segni, parole che mi fossero d'aiuto, che aiutassero le mie a trovare la giusta forma per raccontare del freddo che disattendeva il rientro.
Del pianto che ne venne, della lucida risposta che comparve come un raggio di sole alla serranda, raccontano ancora i tetti e le loro antenne sempre più vicine al cielo.
Fanno invidia al vento i contorni del viola, le mete lontane dove correnti di blu si confondono al passare del tempo, delle stagioni.
L'esattezza - direbbe - si ferma lì, dove le parole non s'arrendono ai suoni, dove la luce non esige altra ombra e le comete hanno ancora un po' di forza per girarci intorno.


"e il gelo dei cuore si sfa, 
e in petto ci scrosciano 
le loro canzoni 
le trombe d'oro della solarità."

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