domenica 11 settembre 2011

Medea.

Dici 'devi andare', infastidito dalle mie serenità, dalle d-istanze che il tempo ha imposto all'amore, all'estate che impazzava sotto  i nostri segni. Che rispondeva di averne abbastanza di parole da dedicarmi per potersi ora congedare da me che pure di incantesimi gli occhi il cuore avrei colmato.
E mi venne da pensare a Frufrù, che mangiava parole di carta - così mi aveva detto un giorno - per poi piangerle al tramonto quando la luce basta da sé a raccontare il dolore, i ricordi, la felicità.