martedì 30 agosto 2011

Con De Chirico e Pessoa.

Duemilasettantotto colpi di parole e di tempi. 
Luci di spezie negli spigoli della pelle, come sentieri di sabbia lungo i bordi delle tue labbra, nelle vertigini dei tuoi occhi.
L'aveva condotta con sè alla stazione ad augurarle buon viaggio in un abbraccio dai contorni di pietra, ( come l'odore del caffè - raccontava - in un buongiorno dalle lenzuola ancora stropicciate dal sonno ) .
Imperfette culminazioni rivelano nel buio la metafisica dei tessuti ancora avvolti dalle comete dei silenzi, dopo l'amore. 
Confetti viola - ripensavo -  e olio di mandorle sulle frontiere dei nostri perchè.

venerdì 12 agosto 2011

Ottativo.

Saluta imprevisto dietro un bicchiere,
- quasi nulla mi sembrò cambiato in lei –
poi fa scorrere veloce il dito lungo una goccia che cade sul bicchiere gelato.
- Potremmo porre fine, un giorno, al banale dire che la felicità sta nel compromesso, nell’ammansire i desideri alle possibilità?
Come i colori dopo un temporale, come non è ancora troppo tardi per vederti, come il caffè a letto appena svegli, come io e te seduti, sotto la pioggia, in un altrove di carezze.
Ma la felicità non si racconta – diceva - ,
come nei migliori  romanzi inglesi, o nelle fiabe.

lunedì 1 agosto 2011

Maestrale.

E mi chiedevo quanto di te rimane. Se gli oggetti sparsi nella stanza siano presagi del silenzio che vedo sciogliersi e cadere piano sul fondo del tuo caffè amaro. 
Di come i rami abbiano la caparbietà d’arrivare al cielo più di me che conto ancora gli orizzonti d’aria che fuggono ai tuoi occhi - che delle tracce di sabbia sui miei fogli non saprei dirti ancora quale tua o solo mia, ostinata presenza. 
Mi insegni a ricordare i venti, brindiamo a noi e ai gelsomini ancora lì, sul tavolo, ovunque tu sia.



Del tutto casuale, forse, la coincidenza di titolo e data http://ilmioviola.blogspot.com/2009/08/maestrale.html