mercoledì 20 luglio 2011

Fiori di lana.

Sedeva fuori, nell’attesa che il tramonto compisse l’ultimo passo oltre la siepe a completare il giorno nei suoi ripensamenti.
Traduceva in versi gli spostamenti dell’aria nelle cose. Non conosceva le onde, la voce, l’acqua che trasborda dai vasi in pozze sempre più grandi sempre più vicine.Alla domanda se sapessi o meno indovinarmi, indovinare i passi dei gerani caduti, risposi che era tardi per cercarlo un segnale, tardi per cambiarlo il destino degli occhi mai distratti abbastanza per perdere tracce di carezze.
Sedeva fuori, nell’attesa che il tramonto compisse l’ultimo passo oltre la siepe ed io lo baciai.
Alla luce restò poi la rifrazione, la danza, le orchidee.

3 commenti:

  1. Daniela ti avevo già commentato con un altro nick, scusa queste metammorfosi continue che spero di aver arrestato.
    La tua scrittura mi piace molto. E' per me un godimento scorrerla; so di avertelo già detto ma confido nell'intelligenza coraggiosa di chi osa baciare fuori dai confini conosciuti.Vorrei che, in questo caso, tu potessi considerarmi una rifrazione.

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  2. La riscossa della terza persona! :)

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  3. esperimento della terza persona ancora da perfezionare.. ad ogni modo, grazie :)

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