mercoledì 20 luglio 2011

Fiori di lana.

Sedeva fuori, nell’attesa che il tramonto compisse l’ultimo passo oltre la siepe a completare il giorno nei suoi ripensamenti.
Traduceva in versi gli spostamenti dell’aria nelle cose. Non conosceva le onde, la voce, l’acqua che trasborda dai vasi in pozze sempre più grandi sempre più vicine.Alla domanda se sapessi o meno indovinarmi, indovinare i passi dei gerani caduti, risposi che era tardi per cercarlo un segnale, tardi per cambiarlo il destino degli occhi mai distratti abbastanza per perdere tracce di carezze.
Sedeva fuori, nell’attesa che il tramonto compisse l’ultimo passo oltre la siepe ed io lo baciai.
Alla luce restò poi la rifrazione, la danza, le orchidee.

martedì 5 luglio 2011

E il vento dell'ovest.

Aveva addosso l’odore ancora caldo del tè verde – soltanto il tempo sa può sapere dei fulmini scesi a prenderci - .
Che le distanze si misurino in scarti infinitamente morbidi d’attriti, lo dice anche il semaforo ancora verde e mai in ritardo sulle nostre corse.
Per decifrare formule – ti dico mi dici – restano ancora attimi di tempo su cieli di stoffa, chicchi di caffè sparsi tra i capelli e destinazioni di incanti color ciliegia.