domenica 12 giugno 2011

Domenica mattina.

Sono dediche in prima pagina a ricordarmi dei sentieri dell'appartenenza, degli accenti ancora acuti di sottili entusiasmi.
Scrivi ancora di fenomenologie d'incontri per poi disattenderli?
Ho in testa suoni, parole nuove. Devo riscriverti, riscrivermi con etimi e radici che sappiano dirti dei cieli stellati dell'alba.
Che le eclissi  raccontano di noi, credimi, è poi un dato che resta di per sè.


"A definirci bastava solo un atto,
 e visto che a parole non mi salvo,
 parla per me, silenzio, ch'io non posso."

5 commenti:

  1. Lo trovo di una leggerezza luminosa questa cosa che hai scritto. Piena di sapori e intuiti, a me pare una poesia densa da stemperare con curiosità nel tempo a venire.

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  2. "ogni persona è un silenzio, questo sì, un silenzio, ciascuna con il proprio silenzio, ciascuna con il silenzio che è."

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  3. :) con il silenzio che è... terribile..

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