domenica 8 maggio 2011

Foglio illustrativo.

Consultiamo di notte planisferi che orientino le rotte dei pensieri all'alba.
Come vento tra gli alberi mi dici di andare, di ignorare il nome dei luoghi delle strade quasi fosse impronunciabile la destinazione delle tue mappe, delle tue deviazioni.
Che alcune cose restino più di altre, è la naturale conseguenza dell'essere ancora, essere qui. -  mi consolo dicendoti al telefono, mentre il sole assiste da solo alla congiunzione perfetta di quattro pianeti. 
( Neanche stavolta ho avuto il coraggio di dirti quello che manca, quello che c'è, delle schegge di luce nei miei occhi. )
"Ho fretta. Si fa mattina. E non sopporti le mie solitudini.".

3 commenti:

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  2. a pensarci bene sono tutt'altro che sopportabili anche quelle :)

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