lunedì 30 maggio 2011

Messico, senza nuvole.

Come numeri primi -  cercavo di spiegarti  - destinati alle loro solitudini, cerchiamo conforto nelle manchevoli sonorità di sguardi. 
Mai sinceri abbastanza per trarre via gli inganni dalle pagine dell'attesa, per ascoltare a cena i versi ancora bianchi delle tue carezze. 
Nei corridoi ancora bui di umide inadeguatezze  -  dovevo chiederti poi: di che colore sono le tue pareti? -  solo tele su tele, toni su toni.
Viaggi rimandati, ritardi d'ascolto e cieli mai stanchi di blu.

"Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano."

venerdì 20 maggio 2011

Nodi di fer nemico e non d'amante..

Assistiamo distesi alla liquida trasformazione dei contorni del cielo, alla violazione disorganizzata della rabbia.
Ti rifiuti ancora di aiutarmi a cercare il senso di questo ostinato scrivere le nostre mancate compiutezze d’ascolto, la bellezza di una spezzatura di sillabe e di suoni.
Fallito è forse il progetto di trattenerti, di riscattarti nella tua pensosa autenticità -  mi dici ti dico – mentre accompagni con le dita i percorsi ancora bui del silenzio.
(Poetico non è forse un messaggio appuntato su vecchi libri di storia? )
“ Tienimi lontana, se puoi, dai finali di Sanguineti 

venerdì 13 maggio 2011

Ostinata preghiera.

Di simboli riempiamo l’assenza storica –cosmica – di alleanze che sanciscano la definitiva resa dei perché.
Se una guerra possa o meno farci perdere l’appartenenza al culto della bellezza, mi chiedi, piegando un poco la testa, quasi in direzione del sole.
Trascolorano al vento il quaderno dei tuoi appunti, gli indirizzi sempre uguali delle mancate felicitazioni.  Di fede , di amore le incompiutezze segnano ancora i luoghi del caso, le tue mille strategie della fretta.
     -  Che non so ancora raggiungerti col passo delle lacrime lo so, ma fuori piove. Piove ancora. Piove forte:
E tu guardami. Ti prego.

domenica 8 maggio 2011

Foglio illustrativo.

Consultiamo di notte planisferi che orientino le rotte dei pensieri all'alba.
Come vento tra gli alberi mi dici di andare, di ignorare il nome dei luoghi delle strade quasi fosse impronunciabile la destinazione delle tue mappe, delle tue deviazioni.
Che alcune cose restino più di altre, è la naturale conseguenza dell'essere ancora, essere qui. -  mi consolo dicendoti al telefono, mentre il sole assiste da solo alla congiunzione perfetta di quattro pianeti. 
( Neanche stavolta ho avuto il coraggio di dirti quello che manca, quello che c'è, delle schegge di luce nei miei occhi. )
"Ho fretta. Si fa mattina. E non sopporti le mie solitudini.".

domenica 1 maggio 2011

Anniversario.

“Là dove il grigio aveva spento ogni sia pur remoto desiderio d’esser qualcos’altro che grigio, solo là cominciava la bellezza.” - citavi orgoglioso, cercando nella memoria qualcosa che fosse ancora mio, ancora nostro, delle luci bianche che illuminano i treni vuoti in partenza .
Di quel che taci, che fingi, delle finestre spente in casa tua, raccontano il sole e le ortensie in giardino, finché prossimità di altrove tracciano segni di nostalgie ruvide di pioggia. Che non varrà l’averti negato lo sguardo, la parola a porre rimedio all’estate, lo so.
Ma oggi ero vestita di verde. Nudi i miei occhi. Senza un sorriso per te.