mercoledì 20 aprile 2011

Lettera a Cassandra.

Ascolti la polvere posarsi piano sulle tappe dei nostri disincanti.
Mai sinceri abbastanza -  scrivevi  - per raggiungerci, raggiungere te.
E se mancassero di colpo la puntualità del caso e le indiscrete luci della strada, dove racconteresti le tue storie? 
Cercavo nella pioggia credibili rimedi alla sfiducia, al vanto dei tuoi no: tempo al tempo, parole alle parole, rabbia alla rabbia, pianto ad altro pianto.
Apri tu la porta, andiamo al parco .
Non ho voglia di aspettare l'inverno da sola.





"È andata come dicevo io.
Però non ne viene nulla.
E questa è la mia veste bruciacchiata.
E questo è il mio ciarpame di profeta. 
E questo è il mio viso stravolto.
Un viso che non sapeva di poter essere bello. "

2 commenti:

  1. Forse sotto sotto siamo tutti inascoltati come Cassandra.. solitarie profezie al vento..

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