giovedì 7 aprile 2011

Il poeta è un fingitore

Elenchi telefonici inalimentati dalle nostre conversazioni.
Mesi che fingiamo rassegnazione, folle prudenza nel raccontarci degli autobus persi a raggiungere l'inverno.
Una finestra che vanti l'orizzonte dei tuoi furti alla luce del giorno, s'illumina - e in così tanto buio, forse, i tuoi altrove.
E vorrei che tu sentissi il mio fiato, il mio pianto tutto  (che ti rimprovero, lo sai, disattese puntualità d'affetti ) e tutto questo amore. 


"Che so io se quando
la tua mano
sentii posarsi
sul mio braccio,
e un poco,un poco,
sul cuore,
non ci fu un ritmo
nuovo nello spazio?"

5 commenti:

  1. cavolo, certo che per prendere i miei continui bidoni e definirli "disattese puntualità d'affetti" ci vuole talento e anche molto molto affetto, e pazienza... bedda! ;)

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  2. ahahaha
    egocentricamente tenero :)
    forse riusciamo a vederci oggi, non costringermi a scrivere un altro post per un tuo bidone :PPP

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  3. ah, la Primavera cruccio e felicità del cambiamento! … quel ritmo nuovo! :) ****
    p.s. grazie per 'il' Calvino! *

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  4. piccola tenera Dani
    Daria

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