venerdì 22 aprile 2011

Doppio nodo

Ho sognato di dirti che tra noi c'è ancora qualcosa di inespresso che impedisce al cuore una serenità di tempi, di sguardi e che ci fa pensare con rabbia che un altro - che un'altra - possa appropriarsene pensadolo suo.
Come linee marcate i tuoi passi delimitano veloci l'andare e venire dei sogni, mi dicevi.
( Non resta che imporre anche al sole gli incanti dei tuoi silenzi, delle nostre rinunce. )
" Non sopporto che non ci si leghi le scarpe. "- ti rispondo -" Perchè c'è vento forte. E sarà meglio andare. ".

6 commenti:

  1. Le rinunce non dovrebbero appartenerti..

    Auguri!

    A.

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  2. non resta che imporre anche al sole gli incanti dei TUOI silenzi delle NOSTRE rinunce

    (bellissimo)
    Daria

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  3. grazie!! :)

    quanto alle rinunce, credo presuntuoso dire che non mi appartengano.. di sicuro ci si augura che siano sempre poche.. :)

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  4. Le rinunce ci prendono, noi possiamo lottare più o meno valorosamente. Tu però scrivi senza rinunce e in questo caso vinci in modo palese.
    Solo se tra due amanti resta qualcosa di inespresso il rapporto dura per sempre, anche quando è apparentemente finito: è la sospensione a regalare l'eternità.

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  5. è quel verbo appropriare che non è appropriato! Il possesso non è concepibile (per me) e il doppio nodo mi fa perder tempo, nello slaccio son campionessa :)))) Il pezzo è bellissimo, Daniela *

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  6. @ nessuno ( Odisseo ) : Scrivere senza rinunce è un obiettivo bellissimo, è vero. vuol dire arrendersi ai pensieri anche scomodi, anche "fuori tempo", "fuori programma"...
    quanto all'inespresso, è tremendo ma è così..

    @ Muso - petrolio, neanche io condivido il termine "appropriare", il possesso è un mancato rispetto, ma lo è anche - forse, non so - il regalare alla persona sbagliata alcuni pensieri, alcune immagini :))

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