venerdì 22 aprile 2011

Doppio nodo

Ho sognato di dirti che tra noi c'è ancora qualcosa di inespresso che impedisce al cuore una serenità di tempi, di sguardi e che ci fa pensare con rabbia che un altro - che un'altra - possa appropriarsene pensadolo suo.
Come linee marcate i tuoi passi delimitano veloci l'andare e venire dei sogni, mi dicevi.
( Non resta che imporre anche al sole gli incanti dei tuoi silenzi, delle nostre rinunce. )
" Non sopporto che non ci si leghi le scarpe. "- ti rispondo -" Perchè c'è vento forte. E sarà meglio andare. ".

mercoledì 20 aprile 2011

Lettera a Cassandra.

Ascolti la polvere posarsi piano sulle tappe dei nostri disincanti.
Mai sinceri abbastanza -  scrivevi  - per raggiungerci, raggiungere te.
E se mancassero di colpo la puntualità del caso e le indiscrete luci della strada, dove racconteresti le tue storie? 
Cercavo nella pioggia credibili rimedi alla sfiducia, al vanto dei tuoi no: tempo al tempo, parole alle parole, rabbia alla rabbia, pianto ad altro pianto.
Apri tu la porta, andiamo al parco .
Non ho voglia di aspettare l'inverno da sola.





"È andata come dicevo io.
Però non ne viene nulla.
E questa è la mia veste bruciacchiata.
E questo è il mio ciarpame di profeta. 
E questo è il mio viso stravolto.
Un viso che non sapeva di poter essere bello. "

mercoledì 13 aprile 2011

Laboratorio di scrittura.

Manuali di storia trasudano declinazioni immutabili di sguardi e  garantiscono seconde occasioni per le nostre viltà.
“ Nel tentativo di pensarti – dicevi  -  non ho usato subordinate, non avrei potuto.”.
Le ingenerose assenze dei tuoi occhi siano ormai liquidi alfabeti di inadeguatezze, ti rispondo.
E con i resti della cena da pulire via, i tuoi ritardi, le tue carezze. Qualche aggettivo.

giovedì 7 aprile 2011

Il poeta è un fingitore

Elenchi telefonici inalimentati dalle nostre conversazioni.
Mesi che fingiamo rassegnazione, folle prudenza nel raccontarci degli autobus persi a raggiungere l'inverno.
Una finestra che vanti l'orizzonte dei tuoi furti alla luce del giorno, s'illumina - e in così tanto buio, forse, i tuoi altrove.
E vorrei che tu sentissi il mio fiato, il mio pianto tutto  (che ti rimprovero, lo sai, disattese puntualità d'affetti ) e tutto questo amore. 


"Che so io se quando
la tua mano
sentii posarsi
sul mio braccio,
e un poco,un poco,
sul cuore,
non ci fu un ritmo
nuovo nello spazio?"

venerdì 1 aprile 2011

Su alcune funzioni della letteratura.

Delinei stanotte una teologia negativa pronta a esprimere dubbi e perplessità.
Dici le stelle non sono mai state così lontane, mentre via per le strade resta l'odore dei titoli di coda che ti fa paura vedere.
E poi lo so che finiremo col parlare di rivoluzioni, di armi, di Kant; che conto ancora le carezze che elemosinano i fiori in giardino, i polverosi incanti, le istanze dei tuoi occhi nei pomeriggi di poco sole.
Cercarsi vale ancora il respiro dei miei approdi, delle sue verità?
Ma fingerai interferenze o forse sparirò.



Fosse tua vita quella che mi tiene
sulle soglie - e potrei prestarti un volto ,
vaneggiarti figura. Ma non è,
non è così. (..)