giovedì 10 marzo 2011

Critica formalista.

Contare ancora i luoghi, i vuoti delle parole sui tuoi seni.
Poesie di polvere tra le dita, sui tetti ancora spenti delle sei, del tuo tè freddo al limone.
Hai scordato il caffè- mi dice -  e dell'ascensore fuori uso.
Dove sono allora i margini? Dove i segni solo nostri del fiato? Che resista ancora l'inverno e la neve, che resista il silenzio sulla pelle sulle mani. 
Ti basti il poco - ti dico - che chiamerò non abbastanza, la letterarietà di uno scontrino, di un biglietto non ancora obliterato.

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