venerdì 4 febbraio 2011

Seneca, sul comodino.

La battaglia dei libri in elenco per sfidare quel che resta dell'inchiostro tra i denti. Di quando ho creduto di averti visto negli occhi la luce dei miei scritti, la placida rassegnazione di un cambiamento non del tutto imminente. Non esistono capodanni dei pensieri - mi ha detto - solo momenti già non più presenti, solo racconti delle cose delle azioni dei perchè.
Ed allora dimmi tu come dimmi tu quando giungere alla soglia dei tuoi ripensamenti, di restare a guardarti non ho mai avuto la forza e forse il colore dei pianti non trova spazio nelle tue primavere.
Basterebbe tessere chissà i nodi di una fede perduta, di un mistero più forte e più grande di me che solo so leggere e scriverti dei miei comandamenti, delle mie virtù mancate.

5 commenti:

  1. ma non sta scomodo seneca appollaiato sul comodino?
    o è una forma di eremitismo tipo quella degli stiliti?

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  2. prova a spostare il comodino. :)
    grazie per i commenti, continua a seguirmi.
    intanto leggo, viola.

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  3. @ stealthisnick di scomodo credo stia scomodo.. ma gli stoici sopportavano tutto, ed anche con piacere.. beati loro ! :P

    @ francesco pur riponendolo in libreria, dopo un po' le lettere a Lucilio mi richiamano.. mi sa che cambio stanza, che è meglio.. :)

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  4. ma ha la meglio Seneca sugli altri o no? Abbi fede nella tua volontà, ti giocherà un gran bello scherzo! ;)

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  5. Seneca ha la meglio sempre :)))

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