giovedì 9 dicembre 2010

Di dicembre.

Lì ragioni distanze, equazioni di silenzi che lasci scrivermi sulle labbra.
La ricerca di parole che dicessero che mentissero i miei fraintendimenti ti ha condotto alla porta delle mie debolezze. Che sia poi sempre nuova la scoperta lo dicono anche le comete avvistate nella notte dai satelliti della tua veglia.
Perso il sonno - racconti - non resta che il conforto confronto del cielo, delle sue lontananze.
Lascio a te le rime del caso, gli scarti d'entusiasmo, le insonni etimologie degli inverni, la polvere dorata dei finali.
Qui, io, permetto solo al sonno di sognarti.

4 commenti:

  1. come sempre senza parole...

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  2. Magia del mese invernale… stupenda! ;)

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  3. che bella das! (cle in incognito)

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