martedì 16 novembre 2010

Il mio tu è un istituto

E ritorno ai confini, alle linee che restano ancora da tracciare nelle curve dei tuoi silenzi.
Renderà l’alba l’equazione delle mie variabili, come gesso che s’assottiglia tra le tue dita stanche, come il cielo alla stazione che mi aspetta solitario, di venerdì.
Prenderò in prestito numeri simboli funzioni dai tuoi fogli.
Conterò i luoghi dove non ci sei come tappe obbligate delle mie malinconie e rilegherò per te quel che resta delle nuvole del blu della nebbia.
E nell'accento il segreto di quel che non dici si slontana. Non hai paura del buio, tu?




Si dice ch’io non credo a nulla, se non ai miracoli.
Ignoro che cosa credi tu, se in te stessa oppure
Lasci che altri ti vedano e ti creino.
Ma questo è più che umano, è il privilegio
Di chi sostiene il mondo senza conoscerlo

5 commenti:

  1. credo nella paura del buio
    e forse questo basta

    d.

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  2. avrei più paura del buio se non ci fosse nessuno ad abbracciarmi quando buio fa. grazie a dio ho sempre a portata di mano il mio orsacchiotto della buonanotte ;)

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  3. io ho tanta paura del buio...

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