martedì 17 agosto 2010

Imparare a stirare.


Aveva il desiderio delle camicie bianche. Ne studiava i bottoni, dovevano essere senza quel leggero alone giallo che si scorge nella trasparenza dell’osso. Li tirava con le dita. Dovevano essere cuciti come una volta, con almeno quattro giri di filo alla fine e l’ago passato di traverso da una parte all’altra della stoffa. Aveva il desiderio di un uomo che portasse solo camicie bianche. E ne arrotolasse solo un  poco le maniche.
Basterebbe restasse tra loro la luce di un tramonto invernale, pulito dagli umori estivi. - e forse un giorno te lo dirò.

4 commenti:

  1. Sono già due ore che scrivo, e ne sento la fatica. Sorrido al pensiero che anche tu scrivevi, nel frattempo, ottenendo però tanta leggerezza e candore.
    Oggi abbandono le maschere:
    Antonio.

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  2. Antonio! hai usato una parola a me cara: leggerezza. porta con sè tanto significato ed è bello che tu l'abbia scelta per quello che scrivo,grazie..

    p.s. aspetto ancora un tuo sms, non te ne dimenticare :P

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  3. camicie bianche al vento… bandiere di autoresa al cielo azzurro!
    mi lasciano una traccia particolarmente gradevole le camicie candide! bacione all'ammorbidente, Dani! :*

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  4. E fa posto ai cinque sensi acuti e pronti
    ed al sesto senso che mi sta dando una dolce libidine.
    Senza collane, anelli o altro, ma nudo e solo nudo
    sono circondato da pareti di specchi e muri bianchi
    mentre un telo di spugna percorre ed asciuga.
    Voglio venire da te così come vedo questi altri me,
    presentarmi ai tuoi occhi scalzo, nudo e disponibile.
    Ed invece metto solo una camicia bianca
    bella, profumata e non allacciata
    per sentire la eccitante sensazione di essere spogliato.

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