venerdì 6 agosto 2010

13 minuti di attesa.

Se fosse meglio cercare o trovare mi chiedevi un tempo immaginando risposte che oggi ancora non ti ho dato non ti ho scritto. E la luna visibile poco al telescopio s’avvia al plenilunio e non vede non sa degli specchi sul mare delle luci del porto del faro lontano all’orizzonte dei tuoi viaggi.
Ed al ritorno si fa calda la notte, denso il ricordo e corto il fiato dei passi. Quasi a casa, quasi a stendere panni bagnati sui fili di sabbia a cantare al buio la luce dei binari sicuri.
Il vento ritorna tra i rami tra le curve che abbracciano il monte al mattino.
Polvere rossa sul cuore e la pioggia, sottile, alla stazione di Lamezia.

2 commenti:

  1. quanti pensieri in quei tredici minuti… :/ ma sai che stavo scrivendo un post anch'io sui miei viaggi in treno? :P poesia persa!

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  2. le stazioni sono per me sempre fonte di ispirazione... gente che parte, gente che torna gente che aspetta persa in traiettorie sempre diverse, sempre uguali..

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