domenica 29 agosto 2010

L’oroscopo di ieri.

Nel promemoria cancella in fretta i segni in rosso delle prossime festività, le coordinate in verde di affinità sensoriali.
Lascia che le dita sfiorino i contorni, la pelle seguendo percorsi di ambra di sole di maree, che gli occhi chiudano le serrande del disincanto sedendole accanto, che le parole tacciano il respiro mancato.
S’è perso forse il tuo amuleto, non l’ho più visto torcersi nell’incavo delle tue mani, piegarsi un poco nell’inchino di una tua carezza.
Tradisce la luce la tristezza di una luna che scompare.
Tradisce anche il pianto quando è sera e i gatti, soltanto loro, mi chiedono di te.

martedì 17 agosto 2010

Imparare a stirare.


Aveva il desiderio delle camicie bianche. Ne studiava i bottoni, dovevano essere senza quel leggero alone giallo che si scorge nella trasparenza dell’osso. Li tirava con le dita. Dovevano essere cuciti come una volta, con almeno quattro giri di filo alla fine e l’ago passato di traverso da una parte all’altra della stoffa. Aveva il desiderio di un uomo che portasse solo camicie bianche. E ne arrotolasse solo un  poco le maniche.
Basterebbe restasse tra loro la luce di un tramonto invernale, pulito dagli umori estivi. - e forse un giorno te lo dirò.

venerdì 6 agosto 2010

13 minuti di attesa.

Se fosse meglio cercare o trovare mi chiedevi un tempo immaginando risposte che oggi ancora non ti ho dato non ti ho scritto. E la luna visibile poco al telescopio s’avvia al plenilunio e non vede non sa degli specchi sul mare delle luci del porto del faro lontano all’orizzonte dei tuoi viaggi.
Ed al ritorno si fa calda la notte, denso il ricordo e corto il fiato dei passi. Quasi a casa, quasi a stendere panni bagnati sui fili di sabbia a cantare al buio la luce dei binari sicuri.
Il vento ritorna tra i rami tra le curve che abbracciano il monte al mattino.
Polvere rossa sul cuore e la pioggia, sottile, alla stazione di Lamezia.