domenica 11 luglio 2010

Orientarsi con le stelle.

Terzo capoverso, prima di iniziare. Come promesso la notte tormenta e confonde i fili sparsi delle mie lontananze. Dettagliate dimostrazioni ci informano degli angoli ai vertici delle nostre distanze, dell’inappropriato tentativo di scrivere il tempo, di pensarlo, di viverlo più che di viverci.
Ma se il tuo arrivo ha il suono lontano del mare, se il tuo sguardo non ha pietà dei miei pensieri, se s’infrange il desiderio la speranza l’amore persino l’amore , cosa resta? Cosa scrivere? Cosa scriverti e in che modo? È la notte che scivola lenta sulla pelle delle mie disillusioni a illuminare le tracce della tua sfida, delle mie promesse non mantenute.
Sarai la bussola per le mie navigazioni, la vela delle mie traiettorie ed un racconto di tre pagine appena.
E molto di più. 



Poi tu metti la mano sulla mia

e io resto indietro di un respiro.

«E questa è una maniera», mi dici.

«Di lasciarsi?», ti chiedo. «Sì, così».