venerdì 18 giugno 2010

È quasi afelio.


Del pianto che ne venne, dell’odore di pioggia tra le nuvole ed il sole  - come varchi d’aria al tuo arrivo -  resta l’odore sulle dita.  Suonasti fino all’alba e non sapevi non sapevo di chi fossero i sogni consumati tra le note, di chi le parole, di chi i silenzi, di chi la vita.
Il caffé si fredda aspettando il tuo buongiorno, uno straccio di quel che chiami non chiami, m’ama non m’ama.
Il cammino in attesa, la strada che conduce e che non dice, gli occhi che ti guardo e che non vedo. E ti racconto. E ti ricordo.
Temo il risveglio, temo il ritorno, temo di temerti di non tenerti.
Ti capitano in mano cose, fotografie, libri dimenticati. Prende polvere anche la bellezza.

5 commenti:

  1. ahhhh… Daniela come disegni bene un'atmosfera che conosco e che temo di non tenerLI! :*

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  2. e il fascino dell'uomo vissuto e tutto impolverato? dove lo metti? ;)

    lil

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  3. Tanta voglia, oggi, di rifugiarmi nei ricordi impolverati. non so perchè ma le pagine ingiallite cominciano a piacermi.

    Baci.

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  4. esametri polverosi per l'estate che viene! :)

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  5. prende polvere e fa pure allergia !

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