giovedì 29 aprile 2010

Puntuale, l'analemma.

Guardami. Come in un gioco di scacchi – mi insegni- anche qui vige la regola del prima e del dopo del quando e perché . Non lasciarti scappare gli zeri, l’ordinata sequenza di conclusioni che conducono a me. Persino il mezzogiorno disattende la norma, persino il sole si piega alle stelle ed il tempo vero non è che un’illusione strategica di metter sotto scacco la vita.
Quel che resta del pensiero è la sola certezza del tempo passato, brandelli di luce negli occhi del Re e del suo alfiere.
Sbrigati è tardi mi dici. Sono già lì, non te ne sei accorto?


6 commenti:

  1. vorrei molte volte superare il limite di quella scacchiera, non più scivolare, saltare a piè divisi ché non so rispettare le regole e vorrei sciogliere le rigidità…

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  2. se può esserti d'aiuto ti svelo il mio trucchetto: considerare ogni limes, ogni confine, come limen, come soglia... nessun ostacolo, nessuna restrizione, solo soglie, colonne d'ercole oltre cui sporgersi..

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  3. Sono ormai quattro mesi che ti leggo. E' bello farlo: ogni volta tentare di scovare il sottile filo che unisce le parole alle cose, anche senza successo. Il tempo, forse ha trasformato, non cancellato il bene che ti ho voluto. :$

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  4. Antonio!
    mi fa piacere che tu legga ancora il mio blog.. grazie anche per il commento.. sono un po' criptica - me lo dicono in molti - ma ahimè mi viene naturale.. :)
    quanto al tempo usato nell'ultimo tuo verbo.. ha un'aria nostalgica, che sa di quelle chiacchierate di ritorno da scuola.. :)
    ci vediamo presto, promesso! :)

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