martedì 13 aprile 2010

Del Multiverso, l’elenco.

Ho contato i petali venir giù dagli alberi bianchi, lungo il sentiero .
Non ho più rilegato i tuoi fogli, i respiri che scrivi seguendo le correnti di nuvole che si fanno spazio tra le scie. Ne ho dimenticato l’ordine, l’inizio la fine quasi che a contare fossero gli accenti - accidenti - delle carezze.
Fu un guaio l’essersi abbracciati, tu ed io, nel rumore della pioggia tra gli ombrelli. Non sapevamo ancora dell’inevitabile recessione, delle ipotesi, anch’esse lontane, sull’origine degli istanti, sullo scarto infinitesimo che ci divide dal capire e che ci fa sperare che nel sentiero prima o poi sia indicata la direzione.
Niente numeri per la pelle che scorre tra le dita del tuo ritorno. Solo asintoti di luce – annoto – da ricordare.

6 commenti:

  1. brutte bestie gli asintoti, ricordo come gli odiavo anch'io al liceo, più o meno 15 anni fa, ma poi mi dico che quella ormai è un'altra persona, tanto lontana da me quanto ogni volta penso di riuscire a toccarla... e degli asintoti in fondo oggi, posso anche sentire la mancanza...

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  2. c'era un mio amico che portava fuori l'asintoto a fare pipì tutte le sere ...

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  3. il limite per i ricordi che tendono a zero è pari ad infinito... o forse è vero il contrario.. o forse applicato alla pipì diventa un gran casino.. :)

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  4. la pipì è sempre un casino, soprattutto se fatta dietro un cespuglio ;)

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  5. ...o controvento


    martin

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  6. chissà che liberazione, sognerò di farla così! 3)

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