giovedì 29 aprile 2010

Puntuale, l'analemma.

Guardami. Come in un gioco di scacchi – mi insegni- anche qui vige la regola del prima e del dopo del quando e perché . Non lasciarti scappare gli zeri, l’ordinata sequenza di conclusioni che conducono a me. Persino il mezzogiorno disattende la norma, persino il sole si piega alle stelle ed il tempo vero non è che un’illusione strategica di metter sotto scacco la vita.
Quel che resta del pensiero è la sola certezza del tempo passato, brandelli di luce negli occhi del Re e del suo alfiere.
Sbrigati è tardi mi dici. Sono già lì, non te ne sei accorto?


venerdì 23 aprile 2010

Metereopatia.

La linea bianca e il guard reil. Pioveva.

E mi mancavi.



martedì 13 aprile 2010

Del Multiverso, l’elenco.

Ho contato i petali venir giù dagli alberi bianchi, lungo il sentiero .
Non ho più rilegato i tuoi fogli, i respiri che scrivi seguendo le correnti di nuvole che si fanno spazio tra le scie. Ne ho dimenticato l’ordine, l’inizio la fine quasi che a contare fossero gli accenti - accidenti - delle carezze.
Fu un guaio l’essersi abbracciati, tu ed io, nel rumore della pioggia tra gli ombrelli. Non sapevamo ancora dell’inevitabile recessione, delle ipotesi, anch’esse lontane, sull’origine degli istanti, sullo scarto infinitesimo che ci divide dal capire e che ci fa sperare che nel sentiero prima o poi sia indicata la direzione.
Niente numeri per la pelle che scorre tra le dita del tuo ritorno. Solo asintoti di luce – annoto – da ricordare.