mercoledì 17 marzo 2010

Eta Vir. (in partenza.)

Al buio lasci che sfili i bracciali che t’hanno svegliato. Mi dici ti sognavo ed io non c’ero lo so. Aspettavo di scorgere il segnale d’inizio nel buio, il radiante culminare nel cielo di marzo. Ma la luna fa troppa luce ed io non posso guardarti, non posso dirti del respiro del mare tra i capelli, della sabbia bagnata rimasta sui jeans.

Ripongo al sicuro in valigia il tuo amuleto tra la sciarpa ed il plaid, perché bisogna augurarsi che sia propizia la notte, che sia silenziosa la marea e lasciare all’onda il tempo di portare con sé il rumore degli sbagli.

Ed ora che sei qui non so consolarti mi dici. Sono lontana lo sai, e non ti sfioro non ti sfioro mai abbastanza. Ma ti chiamo ti chiamo nel cuore dell’ultima notte d’inverno e ti chiedo come stai.

Cosa n’è stato del vento sugli orli del tuo sguardo, della vertigine che sfiorandoti ti annunciò al cielo dei miei bisbigli?

D’inventarci non abbiamo più la forza e di scriverci chissà, forse solo questo possiamo.

10 commenti:

  1. recupera quel che rimane negli orli ...

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  2. la fine è molto montaliana ed è davvero bella, ma io più che scriverti preferisco abbracciarti... in fondo sei molto più morbida tu di una penna... ;)

    lillus

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  3. " quel che rimane "... quanto si potrebbe dire su quel che resta?.. foss'anche niente..

    quanto al finale, bè non è mio : "questo solo possiamo" è il verso finale di un apoesia dell'italiano Mario Benedetti.
    poesia che sfortunatamente non mi riesce di ritrovare ma che ricordo ancora come mia, come terribilmente mia.

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  4. terribilmente mia invece è espressione ungarettiana ;P

    lillus

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  5. Cosa n’è stato del vento sugli orli del tuo sguardo...?
    sarà perchè il vento ce l'ho in corpo, ma questa immagine mi dà i brividi...
    bello davvero il tuo stile, ma questo te l'ho detto anche di persona.

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  6. ciao...ti ho postato un commento pochissimo fa, ma da quando ho chiuso il blog avevo rimosso la delusione che si prova dopo che hai scritto un commento che ritieni importante e che ha il suo risvolto autobiografico e poi, dopo aver completato le procedure di pubblicazione, ti accorgi che si è dissolto nel web...
    comunque parlava del vento e della sua bellezza..ma con lui se n'è andato...
    marian.

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  7. ah...scusa. sono sempre io. la solita suonata! il commento che pensavo perso è riapparso, ma è sparito quello in cui ne denunciavo la scomparsa...ho perso il ritmoblog!
    ciao, ancora marian.

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  8. ciao!
    leggo ora tutti e tre i commenti...
    il vento stesso gli ha riportati qui..

    e ti ringrazio, spero di riuscire a leggere qualcosa di tuo.. magari non per forza nel web, a quanto pare dispettoso!

    a presto!

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  9. mi piace come scrivi,ti seguo da tempo ormai e ora divento sempre più curioso dato che intravedo nuovi fili che si intrecciano nei sentimenti..

    saluti, will

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  10. è un piacere inaspettato scoprire che ci sia qualcuno che apprezza le parole a cui tento di dar corpo forma..

    grazie, will...

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