mercoledì 17 marzo 2010

Eta Vir. (in partenza.)

Al buio lasci che sfili i bracciali che t’hanno svegliato. Mi dici ti sognavo ed io non c’ero lo so. Aspettavo di scorgere il segnale d’inizio nel buio, il radiante culminare nel cielo di marzo. Ma la luna fa troppa luce ed io non posso guardarti, non posso dirti del respiro del mare tra i capelli, della sabbia bagnata rimasta sui jeans.

Ripongo al sicuro in valigia il tuo amuleto tra la sciarpa ed il plaid, perché bisogna augurarsi che sia propizia la notte, che sia silenziosa la marea e lasciare all’onda il tempo di portare con sé il rumore degli sbagli.

Ed ora che sei qui non so consolarti mi dici. Sono lontana lo sai, e non ti sfioro non ti sfioro mai abbastanza. Ma ti chiamo ti chiamo nel cuore dell’ultima notte d’inverno e ti chiedo come stai.

Cosa n’è stato del vento sugli orli del tuo sguardo, della vertigine che sfiorandoti ti annunciò al cielo dei miei bisbigli?

D’inventarci non abbiamo più la forza e di scriverci chissà, forse solo questo possiamo.

mercoledì 3 marzo 2010

Di te, l’Aberrazione

Permettimi di disegnarti, di scrivere l’arco delle spalle volte all’oriente dei tuoi baci.
Perché di sogni di pensieri mi hanno nutrito le stelle, di buio le tue parole, di blu le tue mani che scivolano lungo il bordo delle strade per fotografarne la fine l’inizio la poesia.
Ma se l’inchiostro ha ancora forza se solo ne avesse saprei dirti dove portano i sentieri di luce negli occhi, dove s’annidano i silenzi, piogge d’oro sulle dita.
“Tutte le mie lettere, solletico su di te, sono come lacrime, inchiostro nero, lacrime a biro.”.
Non cercarlo adesso il confine, il limite, la siepe dei perché oltre lo sguardo di uno scatto, qualche grado più ad est la risposta, qualche raggio più in là l’immagine di noi.

È per te, arriva tardi, ma continua pure a sognare.


http://www.youtube.com/watch?v=xJioXiNZMoc&feature=related