mercoledì 20 gennaio 2010

Bohème.

L'emozione ha bisogno di distanza - mi dici porgendomi il cappotto, tra i velluti del teatro dove abbiam visto un amore finire.
Ed è tra "sogni usati" e cantastorie che vedo il vento dei tuoi occhi, il buio del tuo dirmi che è difficile sperare, difficile chiudere le porte del cuore.
Ma quel che fa paura è per te traccia sentiero da seguire, crepuscolo del giorno che nasce, luce del viso che piange.
- Non morire Mimì, non morire.. - ti sussurro troppo tardi, tra i violini e gli archi dei tuoi perchè.

giovedì 14 gennaio 2010

Battiburro.

Fili elettrici, pericolose tentazioni di luce, mi ricordano il tuo essermi dannoso, di quando ho cercato quel termine sul dizionario non trovandone la voce. Che sia il silenzio il segreto del tuo dirmi che m’ami? Che sia la pioggia la vera unica carezza delle tue lacrime?

E risalendo il fianco della collina è la tua mano che manca all’appello, il tuo fiato che corre tra le foglie gelate scoprendone tagèti in fiore.

Disegni a margine dei fogli tracciano i contorni di te che mi lasci immaginare il termine insieme e cancellare dopo la precaria realtà delle sillabe.



Ispirata da:

http://www.la-poesia.it/stranieri/inglesi/europei/beckett/SB_due_posie_cascando.htm