mercoledì 28 ottobre 2009

Indirizzi.

Neruda e candele per contare una ad una le tue carezze.
Buio di pioggia e incenso e tu tra le mie dita bevi ancora di quel sogno che stanotte ci tiene vicini tra le distanti rotte del pensiero. La discografia dei Massimo Volume parte in riproduzione casuale - sottile onnipresenza del destino sonoro- .
E' tardi, dimmi almeno dove sei, dove posso trovarti.
"Le case del sole": le eclissi giornaliere delle costellazioni zodiacali.

venerdì 23 ottobre 2009

Audioricordi.


Ho rivisto il tramonto spegnersi sempre più ad est che d'inverno e scomparire piano dietro l'orizzonte.
Dimentico quasi il nostro moto, la nostra rivoluzione - così la chiamano.
E penso alla mia ombra proiettata da quella stessa luce, fissa, quel pensiero riflesso in una nuvola rossastra che s'allarga nel cielo e quasi si confonde, si nasconde nel vento.
Pioverà o sta già piovendo.
Malinconia a gocce, dense, nelle lacrime ed audioricordi nelle pozzanghere, di sera.


venerdì 16 ottobre 2009

De-siderio a colazione.

Cosa è accaduto stanotte?

Nel camino la cenere del fuoco che ieri ti ha trattenuto qui.

Dove saranno le tracce di ciò che il vento ha spostato?

Dove saranno i pensieri che ho perso tra le lenzuola ed i sapori di te, partito all’alba?

Scaldo il latte, metto su il caffé.

Che brucino le stelle, le promesse, i sospiri, le attese, i fiori sul tavolo e il mio carillon.

- Plutone non è più un pianeta? No,non lo è. E Giove è quel che resta forse di un aborto stellare? Sì ,un aborto. Non saremo mica delle stelle anche noi? -..

No, Non ci sei.

“Non aspettarmi” – mi scrivi.

Sono le sette. Zucchero, per il mio umore.

sabato 10 ottobre 2009

In coda al semaforo.

Cos'è in fondo il tempo se non un prima e un poi del pensiero?
E se davvero nulla ci appartiene, se davvero siamo coinquilini della vita, come definire ciò che per pochi secondi ho sognato fosse mio?
Basterà una vita a trattenere un sentimento?
Basterà un sentimento a vivere te?
Ma è già verde.
E devo accelerare.

lunedì 5 ottobre 2009

Proporzionalità diretta.

Dondolo nel bianco calore delle lenzuola.
La grinza del pensiero di te mi ha svegliata alle tre, luce della notte, e la sete di discorsi. - Una naturale inclinazione alle sillabe, il tuo continuo giocare con le parole- ( Era in fondo il tuo vanto, questo strascico infantile.)
L’estate soffoca i silenzi, li riempie di luce, basilico, zanzare.
Ma ora il vento fuori sembra ricordarmi della promessa. “È debolezza – mi dicevi - , non forza, non coraggio.”
Ma mi manca il respiro stanotte e non voglio riprendere a sognare non voglio chiudere gli occhi perchè potrei non vederti non vederla la luce che sei nell’autunno che viene.
Non è forza, lo so.
Mi addormento, e so che non si spegnerà.