martedì 1 settembre 2009

L'inafferrabilità delle stelle.

Come posso imparare a scrivere quello che ho sognato? - mi chiedi - ed io non voglio non posso non so risponderti, quasi che scrivere sia tradire la natura stessa del sogno, quasi che la magia risieda nell'incomunicabilità, nel pensiero, nell'immagine che stenta a trovar forma corpo di inchiostro.
La paura di perderlo vale il rischio di fraintenderlo, di cambiarne il senso con l'uso delle parole, con l'uso delle sillabe.
Un po' come quella spiritualità che - mi dici - va ridotta all'osso, estratta da ogni schema e vissuta a tu per tu. Come le stelle che mi indichi, di cui mi racconti la storia che non mi riesce di trascrivere perchè troppo luminosa troppo densa e chissà forse anche troppo vera per meritare delle parole.
E' che di crederti non mi riesce, lo capisci? E te lo volevo dire.

5 commenti:

  1. SILENZI
    Oggi non era giorno di parole,
    con mire di poesie o di discorsi,
    né c'era strada che fosse nostra.
    A definirci bastava solo un atto,
    e visto che a parole non mi salvo,
    parla per me, silenzio, ch'io non posso.

    da "Poesie " di José Saramago

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  2. sai che non riesco a capire a chi ti rivolgi? e non venirmi a dire che non è nessuno che non ci credo... fossero anche i vermini che ti si muovono in testa, qualcosa c'è... e non l'hai detta.

    ma io mi siedo qui e aspetto. :P

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  3. @ giardigno65: grazie per la poesia.. l'ultimo verso è bellissimo...


    @ lillo: sempre che ci sia bisogno di dirla, qualcosa..
    il confessionale non sarà rimandato a lungo :-)

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