giovedì 17 settembre 2009

Astronomia, Levinàs e un po' di te.

Ti insegnerò che anche le stelle hanno una vita - mi ha detto - aprendo il libro, a pagina tre.
Che possa Altri annullare le distanze ontologiche che lo rinchiudono nella sua alterità? Che possa svanire nel silenzio la sua chiamata la sua distanza l'appello smisurato a me che annullarti non posso ed amarti non so senza sbagliare senza sbagliarmi?
Viene la notte, muore una stella e par che pianga, nel cielo, il tuo Volto.

4 commenti:

  1. son proprio curioso di vedere dove ti porterà questa tua ricerca... però ora non è che ti fai problemi del tipo che devi andare tutta in una direzione perchè ti dico ste fesserie, eh? scrivi sempre e solo quel che ti piace come ti piace! intanto però ierisera mi son riletto tutte le tue cose e so che da qualche parte stai andando, anche senza che tu te ne sia accorta... se mai ne farai una raccolta però la chiami "l'inafferrabilità delle stelle"! è di sicuro il titolo che meglio racchiude la natura della tua poesia... ciao dolce! :)

    lillo il cane saggio

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  2. quel tipo di stelle se pur irragiungibili sono le più luminose e son quelle che fanno soffrire di più...l'importante è arrivare a piangere sapendo di aver fatto tutto il possibile per non sentire rimorsi o rimpianti..
    :)

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  3. @ Lillo: mi conosci troppo bene per dirmi fesserie...per il resto ultimamente capto frasi parole da chiunque da qualsiasi cosa e le porto via, lontano con me in un altrove che si trasforma in piccoli pensieri, inafferabili, come le stelle.. :-)

    @ Andrea : luminosità e dolore è un binomio che funziona, che mi piace. L'importante è secondo me è non perdere l'istante in cui si capisce si coglie e si respira quella luminosità di fronte alla quale anche il dolore non è così terribile..no? ;-)

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