domenica 27 settembre 2009

I miei Auguri.

Non è un caso che piova.

-Quante volte devo ripetermi che non ci credo, io , al destino?-

Il questionario di domani e poi la luce che si propaga come un’onda, la sua frequenza, la sua rifrazione.

Poco è cambiato nella mia vita, impegnata come al solito. Fatico sempre a trovar tempo per me, per me sola, per parlarmi per scrivermi per guardarmi vivere ogni giorno; ed a volte ho quasi paura di esser cieca dei miei occhi, di non vedere abbastanza quello che c’è al di là delle parole che non dico.

Non è più una colpa adesso il tuo silenzio, non è più tua questa notte senza sogni.

E la pioggia invidia il vento,la sua leggerezza e porta con sé il ricordo del tuo odore.

Era amore, forse , quello che mi allontanò da te.

Ed è amore adesso,chissà, la mia ultima preghiera:

Non odiarmi, se puoi.


Buon Compleanno.

giovedì 17 settembre 2009

Astronomia, Levinàs e un po' di te.

Ti insegnerò che anche le stelle hanno una vita - mi ha detto - aprendo il libro, a pagina tre.
Che possa Altri annullare le distanze ontologiche che lo rinchiudono nella sua alterità? Che possa svanire nel silenzio la sua chiamata la sua distanza l'appello smisurato a me che annullarti non posso ed amarti non so senza sbagliare senza sbagliarmi?
Viene la notte, muore una stella e par che pianga, nel cielo, il tuo Volto.

lunedì 7 settembre 2009

A due L ( e vi ringrazio.)

Lo sguardo delle serrande chiuse , visione da quarta prima fila del mondo. La strada che dritta porta alla tua casa, giri di vento attorno alle frasi che su di un biglietto t’ho scritto.

E bussare non si può, alle volte, alle parole che non dico non dici. Poi è tardi, penso, per pretenderlo, un silenzio.

“Non sempre ciò che amiamo è quello per cui siamo portati” - ricordo, aspettando l’inverno.

martedì 1 settembre 2009

L'inafferrabilità delle stelle.

Come posso imparare a scrivere quello che ho sognato? - mi chiedi - ed io non voglio non posso non so risponderti, quasi che scrivere sia tradire la natura stessa del sogno, quasi che la magia risieda nell'incomunicabilità, nel pensiero, nell'immagine che stenta a trovar forma corpo di inchiostro.
La paura di perderlo vale il rischio di fraintenderlo, di cambiarne il senso con l'uso delle parole, con l'uso delle sillabe.
Un po' come quella spiritualità che - mi dici - va ridotta all'osso, estratta da ogni schema e vissuta a tu per tu. Come le stelle che mi indichi, di cui mi racconti la storia che non mi riesce di trascrivere perchè troppo luminosa troppo densa e chissà forse anche troppo vera per meritare delle parole.
E' che di crederti non mi riesce, lo capisci? E te lo volevo dire.