sabato 1 agosto 2009

Maestrale.

Ben tornato, ti ho detto uscendo di casa, distratta di corsa sfuggendo al tuo sguardo che conosce i venti e i loro viaggi.
Ho perso persino il mio taccuino, non so dove scriverti, non so come raggiungerti, stasera.
E questo mare sembra portare con sé la rabbia il dolore la nostalgia – persino la nostalgia – per una spiaggia sepolta dalle recenti maree.
Chissà se questa sabbia ricorda anche l’ombra dei miei castelli, il respiro delle mie bracciate, la sottile linea bianca che seguivi con le dita dietro le spalle.
Fa buio presto.
I miei capelli bagnati e le tue luci, all’orizzonte.


5 commenti:

  1. i miei capelli caduti con gli anni e il tuo sorriso puro, luminoso, che era tutto il mio orizzonte quella notte...
    l'ho nascosto insieme al taccuino nel mio cassetto dei ricordi, per conservarmi un tuo ritratto indelebile...
    di te che sei il mio spazio necessario a respirare e delle tue parole scritte che scandiscono il nostro tempo...

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  2. Questo "tu" mi sorprende.

    Grazie del commento...

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  3. i critici sostengono, da me depistati, che il mio "tu" è un istituto...
    e invece, guarda un pò, qualcuno c'era dietro quel "tu"...

    ps. sei troppo curiosa ;-)

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  4. un istituto? ...
    questo " tu" - frainteso peraltro dal momento che mi riferivo ad altro - si fa misterioso..
    sì, sono curiosa..

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  5. ho letto la poesia...

    Grazie :-)

    Dani.

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