lunedì 15 giugno 2009

Sillaba il Silenzio.

l’inchiostro riprende a macchiare i tuoi fogli. Sono io a scrivere, a sforzarmi di cercare le parole, a parlare al buio di questo momento privato d’ogni sillaba, svuotato di qualsiasi accento. L’interpunzione della tua voce, modulata da un intercalare a tratti indecifrabile ha fermato il mio polso su di un punto.

Irrevocabile – mi hai detto. Quasi fosse definitivo assoluto il tuo dire, il tuo scrivermi ai margini di questo foglio.

Avrei voluto rileggere ancora quei segnali lasciati qua e là agli angoli delle strade, come tracce dei nostri passi, della nostra presenza.

Ma gli occhi chiusi sul mio petto, le tue mani che carezzano il ventre quasi a lenirne i dolori e le tue storie d’amore raccontate prima di dormire non compariranno nell’elenco delle tue inattitudini. Una pagina bianca li descriverà.

Le parole stentano a tornare. Irrevocabili.

4 commenti:

  1. ma ve' che sei ermetica forte!
    uno ti legge e pensa: "cos'avrà voluto dire???"

    ;-)

    lillo

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  2. le parole, infatti, volano via, trasportate dal vento, che, si sa, "va e viene come vuole" [H.Hesse]

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  3. bella davvero daniela, cosi come anche le altre cose che ho potuto leggere....complimenti di cuore

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  4. Ti ringrazio IsaccoNucleare... :-)

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