mercoledì 30 dicembre 2009

I tempi della Luce.

L’attesa pomeridiana mista a perturbazioni ha portato a galla spigoli oltre i quali guardare, osar trovare la verità: il prima e il dopo dei tuoi silenzi, il tempo delle mie idealizzazioni, le lancette della mia allegria.
Seguo il sentiero delle nuvole sopra il mare, ne scruto il passo, l’andatura e seguirti non so per vicoli stretti bui dove tracce di pioggia sui fiori attendono l’arrivo del tramonto.
Molto al di là del limite dell’orizzonte un pescatore ha deciso di tornare a riva, di festeggiare l’inverno e invocare in silenzio le onde del cuore.
Tarderà il sole il suo addio e noi balleremo ancora sulle luci riflesse il ritmo delle maree.

mercoledì 16 dicembre 2009

Sizigie

Previsioni meteo annunciano l’arrivo di piogge sfiancanti - “ è malata, stasera, la mente ” avrebbe detto Carver nell’insonnia invernale - e alla finestra si scorgono luci di nuove migrazioni.

Ci siamo quasi mi ha detto accarezzandomi il viso quasi a tracciarne i contorni a disegnarne i colori per inventare parole, per farne racconti, forse poesie.

Erano anni che non vedevo uno stormo nel cielo di dicembre – basterebbero otto nove dieci secondi per scriverli annotarli i tuoi sguardi – o forse dimentico e lascio partire quelli già visti.

Freddo il vento tra le ciglia insinua un pensiero - ore giorni settimane anche solo per ricordarlo - e la sfida dell’inverno sarà decifrare il momento prima che accada – basterà un minuto prima che accada - e lo scarto d’aria servirà ad oscurare il cielo e ad illuminare piano parentesi di te.

martedì 8 dicembre 2009

Colora Ben10

“Ben lo scrivo io!” – mi dice – Mentre insieme cerchiamo in rete gli alieni da colorare. Nomi precisi, contorni, colori. Nient’altro.
-Quanta distanza c’è tra la mia mente e la tua? Quanto densa è la tempera del tempo che stasera colora i tuoi occhi d’azzurro? –
Cosa resta, adesso, nel fondo di un bicchiere? Quale vino avrai scelto per brindare al silenzio?
E se il confine tra il dire e il non dire se la prossimità degli sguardi se la linea nera del bordo non è che un impedimento per le tue mani stanche, allora è meglio non sapere il perché.
Gli alieni si avvicinano ed io non ho nessuna voglia di combattere.


giovedì 3 dicembre 2009

Geminidi.

Nel quarto di luna visibile stanotte ho cercato la polvere di luce rimasta.

E di storie da narrare ve ne possono esser tante, di inverno, quando ogni dettaglio sembra esser sfregato dal vento di un freddo che stenta a tornare.

Come le radici che mi implori di tenere perché al posto tuo la terra protegga l’odore di pioggia negli occhi del mare.

S’interrompe il sentiero tra i rami, volgendo lo sguardo a ponente. Concludo scrivendoti delle lunazioni che dividono due secoli di storia, della durata di un’eclissi di sole, della forza del vento solare sulle forme del campo ma non mi riesce di concludere sintagmi complementi di me che arranco dietro punti virgole a capo.

Di inizi mi nutro, per non finire te.

giovedì 19 novembre 2009

Sol diesis in Perielio.

Dove saremo, domani, venerdì d’un autunno caldo?
Ho prenotato il mio biglietto. Non sarò qui, non sarò con te quando a velocità altissime ci avvicineremo al sole, come mai in un anno. Lascio in fondo al cassetto la lista delle cose che avrei voluto tu non perdessi di me, della mia vita – la guida delle università, un racconto senza il finale, la verità, il museo un film al cinema un pensiero un sorriso uno sguardo un perchè non sei qui, stanotte? –
E sarà apparente forse il mio sonno sino all’alba che illuminerà la nebbia sugli alberi, invisibili gli orli dei miei pensieri disfatti. E Forte abbastanza da credere da crederci, chissà, forse un giorno lo sarò, lo vorrò, ed in ritardo mi volterò indietro a guardare il giorno in cui lontana dalla luce t’ho conosciuto.
Ho ripreso a suonare. I pensieri da soli facevano troppo male.

mercoledì 11 novembre 2009

Legge di Wien.

Ricordi, lo so, l’odore di menta nell’arco di pelle proteso ai tuoi occhi.

Quel falso distrarsi dal gioco di mute oscillazioni che ora fanno di me quel che resta di un giorno d’estate dal tramonto troppo lento e che lasciano sempre uno scarto d’aria tra la mia e la tua traiettoria. E se l’intensità è direttamente proporzionale alla frequenza, se per l’inverso noi siamo destinati ad una distanza tra due creste d’onda successive sempre più grande, dove sarà l’amore? Quale nome , quale nomos, daremo alla lettera di noi spettri di una radiazione non visibile?

mercoledì 4 novembre 2009

Non sono mai in tempo.

Se sono felice, mi chiedo, mentre una nuvola sembra coprire il tetto del mio sguardo lasciandoti entrare nel ricordo di luce che mi spaventa. Conto una due tre stelle allineate in cielo, mi guardi e non sai cosa ti perdi.
L'abbiamo cacciato via il temporale in quell'abbraccio di ore che ha il sapore di vento tra i boschi, di inverno negli occhi.. ed ora che il cielo è sereno una goccia cade dagli alberi e riga il vetro appannato che parlava con te.
Sposami stanotte, e non avrò più paura dell'alba.

mercoledì 28 ottobre 2009

Indirizzi.

Neruda e candele per contare una ad una le tue carezze.
Buio di pioggia e incenso e tu tra le mie dita bevi ancora di quel sogno che stanotte ci tiene vicini tra le distanti rotte del pensiero. La discografia dei Massimo Volume parte in riproduzione casuale - sottile onnipresenza del destino sonoro- .
E' tardi, dimmi almeno dove sei, dove posso trovarti.
"Le case del sole": le eclissi giornaliere delle costellazioni zodiacali.

venerdì 23 ottobre 2009

Audioricordi.


Ho rivisto il tramonto spegnersi sempre più ad est che d'inverno e scomparire piano dietro l'orizzonte.
Dimentico quasi il nostro moto, la nostra rivoluzione - così la chiamano.
E penso alla mia ombra proiettata da quella stessa luce, fissa, quel pensiero riflesso in una nuvola rossastra che s'allarga nel cielo e quasi si confonde, si nasconde nel vento.
Pioverà o sta già piovendo.
Malinconia a gocce, dense, nelle lacrime ed audioricordi nelle pozzanghere, di sera.


venerdì 16 ottobre 2009

De-siderio a colazione.

Cosa è accaduto stanotte?

Nel camino la cenere del fuoco che ieri ti ha trattenuto qui.

Dove saranno le tracce di ciò che il vento ha spostato?

Dove saranno i pensieri che ho perso tra le lenzuola ed i sapori di te, partito all’alba?

Scaldo il latte, metto su il caffé.

Che brucino le stelle, le promesse, i sospiri, le attese, i fiori sul tavolo e il mio carillon.

- Plutone non è più un pianeta? No,non lo è. E Giove è quel che resta forse di un aborto stellare? Sì ,un aborto. Non saremo mica delle stelle anche noi? -..

No, Non ci sei.

“Non aspettarmi” – mi scrivi.

Sono le sette. Zucchero, per il mio umore.

sabato 10 ottobre 2009

In coda al semaforo.

Cos'è in fondo il tempo se non un prima e un poi del pensiero?
E se davvero nulla ci appartiene, se davvero siamo coinquilini della vita, come definire ciò che per pochi secondi ho sognato fosse mio?
Basterà una vita a trattenere un sentimento?
Basterà un sentimento a vivere te?
Ma è già verde.
E devo accelerare.

lunedì 5 ottobre 2009

Proporzionalità diretta.

Dondolo nel bianco calore delle lenzuola.
La grinza del pensiero di te mi ha svegliata alle tre, luce della notte, e la sete di discorsi. - Una naturale inclinazione alle sillabe, il tuo continuo giocare con le parole- ( Era in fondo il tuo vanto, questo strascico infantile.)
L’estate soffoca i silenzi, li riempie di luce, basilico, zanzare.
Ma ora il vento fuori sembra ricordarmi della promessa. “È debolezza – mi dicevi - , non forza, non coraggio.”
Ma mi manca il respiro stanotte e non voglio riprendere a sognare non voglio chiudere gli occhi perchè potrei non vederti non vederla la luce che sei nell’autunno che viene.
Non è forza, lo so.
Mi addormento, e so che non si spegnerà.

domenica 27 settembre 2009

I miei Auguri.

Non è un caso che piova.

-Quante volte devo ripetermi che non ci credo, io , al destino?-

Il questionario di domani e poi la luce che si propaga come un’onda, la sua frequenza, la sua rifrazione.

Poco è cambiato nella mia vita, impegnata come al solito. Fatico sempre a trovar tempo per me, per me sola, per parlarmi per scrivermi per guardarmi vivere ogni giorno; ed a volte ho quasi paura di esser cieca dei miei occhi, di non vedere abbastanza quello che c’è al di là delle parole che non dico.

Non è più una colpa adesso il tuo silenzio, non è più tua questa notte senza sogni.

E la pioggia invidia il vento,la sua leggerezza e porta con sé il ricordo del tuo odore.

Era amore, forse , quello che mi allontanò da te.

Ed è amore adesso,chissà, la mia ultima preghiera:

Non odiarmi, se puoi.


Buon Compleanno.

giovedì 17 settembre 2009

Astronomia, Levinàs e un po' di te.

Ti insegnerò che anche le stelle hanno una vita - mi ha detto - aprendo il libro, a pagina tre.
Che possa Altri annullare le distanze ontologiche che lo rinchiudono nella sua alterità? Che possa svanire nel silenzio la sua chiamata la sua distanza l'appello smisurato a me che annullarti non posso ed amarti non so senza sbagliare senza sbagliarmi?
Viene la notte, muore una stella e par che pianga, nel cielo, il tuo Volto.

lunedì 7 settembre 2009

A due L ( e vi ringrazio.)

Lo sguardo delle serrande chiuse , visione da quarta prima fila del mondo. La strada che dritta porta alla tua casa, giri di vento attorno alle frasi che su di un biglietto t’ho scritto.

E bussare non si può, alle volte, alle parole che non dico non dici. Poi è tardi, penso, per pretenderlo, un silenzio.

“Non sempre ciò che amiamo è quello per cui siamo portati” - ricordo, aspettando l’inverno.

martedì 1 settembre 2009

L'inafferrabilità delle stelle.

Come posso imparare a scrivere quello che ho sognato? - mi chiedi - ed io non voglio non posso non so risponderti, quasi che scrivere sia tradire la natura stessa del sogno, quasi che la magia risieda nell'incomunicabilità, nel pensiero, nell'immagine che stenta a trovar forma corpo di inchiostro.
La paura di perderlo vale il rischio di fraintenderlo, di cambiarne il senso con l'uso delle parole, con l'uso delle sillabe.
Un po' come quella spiritualità che - mi dici - va ridotta all'osso, estratta da ogni schema e vissuta a tu per tu. Come le stelle che mi indichi, di cui mi racconti la storia che non mi riesce di trascrivere perchè troppo luminosa troppo densa e chissà forse anche troppo vera per meritare delle parole.
E' che di crederti non mi riesce, lo capisci? E te lo volevo dire.

martedì 18 agosto 2009

Il caso non ha memoria.

Confondersi
è più facile nella luce
di piazza
lontano da te
che ignori il mio passo.
E poi il termine
- unico sollievo nel suo
accento-
della notte d'agosto
e l'illusione che sdrucciola
sia anche la fine
della mia attesa.

mercoledì 12 agosto 2009

Distrazione.

Parlano, loro.
I viaggi di una vita, le vite possibili, se pronunciarlo Amore sia corretto così.
- Pronunciarti nella mente vale una tua carezza? Quanto lontano posso arrivare guardandoti? Dove sono dove sei.
Vicina non ti sarò mai, stasera.

venerdì 7 agosto 2009

Arte Informale.

Forse il freddo avrebbe lo stesso congelato il tuo sguardo.
Forse da qualche parte in qualche idea in qualche mondo senza forme esiste un destino che ci avrebbe fatto sorridere.
Ma le tempere hanno macchiato screziato la luna.
Ed io al destino neanche ci credo.

sabato 1 agosto 2009

Maestrale.

Ben tornato, ti ho detto uscendo di casa, distratta di corsa sfuggendo al tuo sguardo che conosce i venti e i loro viaggi.
Ho perso persino il mio taccuino, non so dove scriverti, non so come raggiungerti, stasera.
E questo mare sembra portare con sé la rabbia il dolore la nostalgia – persino la nostalgia – per una spiaggia sepolta dalle recenti maree.
Chissà se questa sabbia ricorda anche l’ombra dei miei castelli, il respiro delle mie bracciate, la sottile linea bianca che seguivi con le dita dietro le spalle.
Fa buio presto.
I miei capelli bagnati e le tue luci, all’orizzonte.


martedì 21 luglio 2009

A Cena, per caso.

" Preferisco regalare vino, che è un modo di essere ricordato brevemente, a sorsi."
Mi dice prima del brindisi.
Poi io lo so che le cose si dimenticano, che il tempo fa il suo corso e cancella e sbiadisce persino gli odori più forti, più intensi e questo calice di rosso che brilla nei nostri discorsi.
Ma nell'istante in cui mi sfiora questo pensiero è il suo gatto a distrarmi, mi tocca appena, sa che ho paura.
Gli alberi si piegano un po', sempre più vicini ai fiori.
Come te, che mi accarezzi in silenzio prima che sia pronta la cena.

sabato 11 luglio 2009

He-Helium - Cortodrome.

Pessimo il finale, lo ammetto.

Eppure non ho resistito alla tentazione di riconoscergli una bellezza non indifferente. È stato quel “noi” a spezzare le corde della mia attenzione, quell’insistente bisogno di riconoscersi e di credersi tali.

La guerra, l’amore, quei binari ed il mare, il mare negli occhi.

C’era il sole ad offuscare la vista, la visione del volto che di parole sembrava non averne. Quel soggetto sembrava bastargli.

Ne esistesse uno anche per me e te non sarei qui a guardare il temporale arrivare, lontano.

domenica 5 luglio 2009

Il Saluto.

Come nei fiori
l'acqua d'estate.
- Hai mai volato? -
mi chiese.

-E' meraviglioso.-

venerdì 26 giugno 2009

Una Grigia Conversazione sull'Inizio dell'Estate.


Una foto di te.. quando non c’eri. Un ricordo di quello che non sapevo, non immaginavo.

Ed i discorsi s’attorcigliano intorno a quello che non è accaduto, quello che è mancato, perché è sempre qualcosa che manca a rovinare tutto, mai il tanto che siamo, mai il troppo che amiamo, mai..

Non era forse così grande il desiderio di conoscerti, stasera, il mio volerti parlare in quella foto un po’ strana in cui tu chissà cosa pensavi, per far sì che accadesse, che fosse vero, che non ridessero di me loro che m’hanno visto delusa- del maltempo, dicevano – guardare la luna.

Ti ostini a scattare una foto di noi, ora che ci conosciamo. Ora che non ci pensiamo.

Piove ancora. Chiamala pure: una grigia conversazione sull’inizio dell’estate.


lunedì 15 giugno 2009

Sillaba il Silenzio.

l’inchiostro riprende a macchiare i tuoi fogli. Sono io a scrivere, a sforzarmi di cercare le parole, a parlare al buio di questo momento privato d’ogni sillaba, svuotato di qualsiasi accento. L’interpunzione della tua voce, modulata da un intercalare a tratti indecifrabile ha fermato il mio polso su di un punto.

Irrevocabile – mi hai detto. Quasi fosse definitivo assoluto il tuo dire, il tuo scrivermi ai margini di questo foglio.

Avrei voluto rileggere ancora quei segnali lasciati qua e là agli angoli delle strade, come tracce dei nostri passi, della nostra presenza.

Ma gli occhi chiusi sul mio petto, le tue mani che carezzano il ventre quasi a lenirne i dolori e le tue storie d’amore raccontate prima di dormire non compariranno nell’elenco delle tue inattitudini. Una pagina bianca li descriverà.

Le parole stentano a tornare. Irrevocabili.

mercoledì 10 giugno 2009

Mattino ( Al risveglio.)

Era necessario un addio, perché capissi,
che non c'è un addio per noi.

Per sempre porterò in me quest'alba
come segno di bruciatura.
Alzàti sul far del giorno,
partimmo verso l'areoporto grigio
ed eravamo contenti, perché era così lontano.

La mia ultima parola fu un sorriso.

E sopra di noi sorgeva con l'addio
l'incontro vero e l'amore.

Blaga Dimitrova



lunedì 1 giugno 2009

Tempo e Cotone.

Vento e lenzuola.
Un bacio volato col prima
in un affanno di poi.
Cala la notte
avvolta
nel tempo bizzarro
di un Tic.

martedì 19 maggio 2009

Modifica.

Perchè non s'illumini più
quella scritta
ho cambiato il tuo nome, stasera.
Ho deciso che a perderti sarà la memoria
prima che il mio cuore.

martedì 5 maggio 2009

Assonanza.


Profumo di inchiostro
tra gli occhi di chi s'è perduto
nell'intrecciar fili e corde
di parole,
la follia di crederlo un mestiere,
ed invece era amore.

giovedì 9 aprile 2009

L'ultima.

È l’ultima, mi dico, anche se non ci spero molto. È l’ultima, me lo sento.
Eppure par che mi dispiaccia congedarmi da te, da questo inchiostro che troppo a lungo e troppo intensamente ha parlato di te, ha macchiato di te questa carta ormai ingiallita dal tempo, dalle stagioni. Chissà a cosa serve, poi, questa lettera che tento di scrivere nel buio della mia stanza stanotte che non c’è nessuno qui se non quella tromba straziante di Fresu che sembra guardarmi negli occhi e sembra gioire del suo pezzo riuscito grazie alle lacrime che verso per te. Ed è l’ultima volta, lo giuro. Lo giuro sul ricordo di te ormai andato, volato con le nuvole dell’inverno.
È solo tempo, tempo che passa avrebbe detto lui, e mi avrebbe un tempo convinto di questo guardandomi negli occhi e leggendomi dentro. Le palpebre stanche non trovano spazio nel sole d’Aprile che raccoglie i pezzi caduti di questa città.
Parto e ti dico addio.
È una lacrima, sì. Ma è l’ultima.
È notte. Ma non ho paura.

domenica 29 marzo 2009

Ammirando Canova.

Monet, Van Gogh, Tiziano ed un Canova qui, di fronte a me. In questo silenzio di tempere, un posto senza vento, un posto dove il tempo è dato solo dalle forme, dalle linee, dai contorni, dalle ombre di te. E vorrei mi vedessi passeggiare, che mi guardassi, che mi amassi ancora, come prima.
Il cielo di una cornice si specchia nel viola di questa primavera immobile.
Ed un pensiero di luce è una pennelata densa, visibile, dipinta sul mio viso stanco, disilluso.
Il mondo che vedo, il mondo che vivo. Se le Forme sinuose di queste " Tre Grazie" fossero la realtà, se solo lo fossero, saresti ancora vicino. Ne sono sicura.

giovedì 19 marzo 2009

Vento di Primavera.


Colori, idee, numeri, chimere nel cappello di seta che indossavo contro il vento.
Non è valso il volume alto di quel piano a nascondere il sussurro del tuo pianto, non è valso quel cappotto a tener caldo il desiderio di un noi.
Vale ora il silenzio come monade specchio di questo universo.
Vale la mia resa indifferente. Il mio esserci al di fuori di te.
Vento di primavera.

martedì 3 marzo 2009

Senza Rete.

Nessuna connessione possibile
- la spia luminosa continua ad azionarsi-
potessi io davvero ignorarla
non sarei qui
a svolgere quel nodo cosmico
che t’aggroviglia in te
in spirali di non amore, di non odio.

giovedì 26 febbraio 2009

Lezione di Medicina

Spento lo spazio
di un silenzio
non resta che aria
gravida
di parole che nondici.
Malattie di pensieri
migrati col vento
inclemente
(da nord)
-che il corpo e l'anima
siano un sinolo,
che la mente non influenzi
la nostra fisicità-
"Ma la cura al silenzio
non sono che i tuoi occhi."
Sterile, la diagnosi,
che mi tiene in vita.

sabato 21 febbraio 2009

Finalmente decido di scrivere, di dare forma e colore ai miei pensieri.
Non è poi così irrilevante il colore. Lui solo ha la forza di esprimere la profondità delle cose, il loro avvilupparsi su se stesse.
se insieme al viola ci sono anche le parole.. bè.. questa è tutta un'altra forza.