lunedì 20 marzo 2017

Esopianeti

Gli anni luce ci lasciano immaginare altissime possibilità dell'azione, immensità di vuoto interstellare in cui riservarsi il buio necessario al pensiero.
Lo spazio-tempo sulla terra, invece, ci muove a velocità incostante e, insieme, precisissima: se i rapporti umani tracciassero linee verticali su fili di tungsteno, brilleremmo ancora in quelle stanze in ombra dove inventiamo l'essere ancora noi? Ci arrendiamo al codice dell'amore, il nostro passato spegne via via stelle, pianeti di nostalgie, e tace sempre la paura che galassie troppo lontane aspettino solo una scoperta,
che si avanzi a tentoni nella scienza del cuore.

domenica 12 febbraio 2017

Lettera V

Caro Roberto,
ci scriviamo ancora con discrezione delle nostre inquietudini.
Rimanderò ancora i ringraziamenti, la gratitudine che vorrei passasse dagli occhi, se solo si incontrassero, prima o poi, la tua sensibilità e la mia.
La poesia in una serranda ormai chiusa a tarda notte, le vite che si raccontano con il fumo, il dolore, la magia di non sapersi simili, è tutto quello che porto con me dopo le parole stellari, le nostre viltà. Ti saluto adesso da ogni angolo della casa, ché quando il ricordo si fa ingombrante mi torna in mente che volevamo costruire una libreria in cucina. Un vero ricettario, perché secondo me nella vita non si dovrebbe fare altro che cucinare
anche se poi non si mangia quasi niente.

D.



Citazione corsiva da Il disegnatore di alberi di Roberto Amato, Elliot Edizioni 2009.

giovedì 26 gennaio 2017

Apart

Abbiamo accettato il rischio che l’elenco delle inadempienze diventasse con il tempo l’essenza stessa dell’azione.
Le traiettorie di una corsa possono far male se finiscono per dirci chi siamo, se siamo diretti in un altrove: hai mai pensato che potremmo rivederci prima o poi e completare una ad una le cose non dette, le infinite negazioni di noi nelle stelle?
Formuliamo ancora vani progetti contro l’indolenza: se tutto è adesso, in questo momento, e dovunque nel mondo sarà possibile amare, essere riamati, ci sarà posto sempre allora per l’irrequietezza delle radici? 
Avevamo l'inesperienza necessaria per andarcene, dicevi, e ce ne siamo andati tutti e due, 
ma soprattutto tu.

domenica 15 gennaio 2017

Cardiologia

Bere più acqua contro le malinconie dei nostri occhi è tra gli avvertimenti del nuovo anno con il proposito, da sempre rinnovato, di proteggere il ricordo di mancate carezze con guanti di lana più spessi.
Contare uno ad uno i passi visibili nella neve non dice molto di come finiamo per trovarci o perderci per strada: pezzi di noi che sembravamo difendere con mirabile ostinazione potrebbero finire presto nell’elenco delle qualità perdute e nulla valgono preventive terapie per la cura dello smarrimento.
Ricette mediche tentano di darci, ogni stagione, sorprendenti rimedi contro il dolore: da qualche parte nel mondo non sanno ancora quanto male ci siamo fatti io e te con il silenzio, nel cuore.

mercoledì 9 novembre 2016

Proprietà transitive

Con A uguale a B, in relazione a C, impariamo sin da piccoli a ragionare per transizione: i sillogismi ci aiutano ad accettare le apparenti incongruenze dei sentimenti, a creare linearità inaspettate tra gli eventi.
Ma, malgrado gli sforzi, le proporzioni non tornano, e le frazioni spaventano per l’abisso incolmabile tra la parte infinitesimale che resta di un tutto. 
Definizioni grammaticali non vengono in soccorso laddove il senso delle cose sembrerebbe oscuro: se ricordare, trattenere, amare, fanno transitare un oggetto, ma questo sfugge, svanisce con il tempo fino a scomparire, cosa resta se non complementi indiretti, innumerevoli preposizioni che tentano di colmare un’assenza?
Quando la logica non tiene, anche la matematica ammette le sue eccezioni, apre varchi di possibilità insperati, ci parla dell’infinito e ci illude che la linea retta del cuore, prima o poi, ci arriverà.

domenica 6 novembre 2016

Catullo, VIII

Allegorie, metafore e, più in generale, le figure retoriche ci hanno insegnato a guardare sempre un passo più in là delle parole che pronunciamo, che leggiamo o ascoltiamo.
Il narratore poi, ci costringe a convivere con la presenza o assenza di chi ci racconta una storia, a indovinarne i caratteri, le particolarità espressive.
Ma altro è infrangere la dimensione dell’inchiostro e chiedersi chi fosse il destinatario, dargli un volto, attribuirgli un’emozione.
Amata nobis quantum amabitur nulla, ripete e riscrive Catullo: sciocco è stato pensare ad un rimprovero, a un volgare rigetto di quanto si è dato e si è amato. Oltre, in una sera di pioggia, la soluzione: arriverà per Lesbia, arriva per tutti, il momento in cui realizzare che quanto si è perso non tornerà indietro, in cui si penserà con lusinga e nostalgia all’amore che così generosamente ci è stato dato.
Un’apostrofe in versi non è sufficiente a ricostruire i pezzi di una storia, ma guardiamo le foglie ingiallite in giardino, splendenti soli torneranno nel cielo a primavera e nel cuore: una similitudine può, deve pur aiutarci.



Fulsere quondam candidi tibi soles

domenica 9 ottobre 2016

Sidera

Formule e funzioni matematiche non dicono ancora per noi quale sia la giusta direzione dell’esperienza, a quale latitudine sia possibile collocare il passato, su quale pianeta il futuro.
Le pareti di una stanza o i muri di una città imparano col tempo a conservare ogni nostro gesto quotidiano, a registrare ogni minima variazione alla nostra abitudine: un percorso alternativo che allunghi piuttosto che accorciare, un posto diverso in cui studiare, leggere un romanzo e non poesia.
Ma nulla sono le eccezioni alla consuetudine in confronto ai cambiamenti silenziosi che covano per giorni con i passi, dentro il cuore: pezzi di dolore, di sfiducia e di pensato innamoramento si perdono via via con la stessa indolenza, lo stesso sforzo involontario di girare il caffè, passare una mano tra i capelli, chiudersi la porta alle spalle.
L’amore che viene in autunno ha il conforto del cielo, delle geometrie stellari: qualcosa che muta e insieme resiste nel blu, nelle stagioni più fredde.